Il pero appartiene alla famiglia delle Pomacee, come il melo, e cresce anche spontaneamente nei boschi di tutta Europa. È originario proprio delle regioni centrali del nostro continente e tutt’oggi viene coltivato sia negli orti familiari, con pochi esemplari, sia in agricoltura intensiva. L’Italia è uno dei principali produttori di pere e risulta quindi importante imparare a conoscere gli insetti nocivi al pero.

Riconoscere le avversità a cui questa pianta può andare incontro è di fondamentale importanza, non solo per intervenire in tempo affinché si possa mantenere una buona produzione, ma anche per prevenire le problematiche fitosanitarie.

Andiamo quindi a vedere dettagliatamente quali sono i più frequenti e dannosi parassiti che possono attaccare le coltivazioni di pere, indagando poi anche quali soluzioni naturali possiamo mettere in atto per contrastarli, sia in contesti di giardino familiare che di coltivazione biologica da reddito.

Psilla del pero (Psylla pyri)

La psilla è senza dubbio uno dei più pericolosi insetti nocivi al pero. La sua pericolosità è cresciuta di pari passo con l’aumento dei prodotti fitosanitari di origine chimica. Questi pesticidi hanno ucciso come effetto collaterale molti insetti utili all’agricoltura, tra cui quei predatori che uccidevano la psilla per nutrirsene: in ambito scientifico vengono definiti “nemici naturali”. La loro scomparsa ha quindi provocato un aumento degli individui di psilla.

Gli ultimi anni hanno visto un cambio di direzione, ma la psilla rimane ancora un insetto molto comune su tutto il territorio italiano, in particolare nei frutteti in cui sono coltivati alberi di pero.

La psilla è un piccolo insetto lungo circa 3 mm e dalla forma appiattita. I giovani hanno un colore giallo-arancio, mentre gli adulti si scuriscono fino a divenire bruno-nerastri.

Danni della psilla

Il danno che porta può essere di due tipi:

  • Danno diretto: è causato dalle punture eseguite dalla psilla per nutrirsi del materiale vegetale del pero. In particolare, la psilla si ciba dei germogli e delle giovani foglie, provocando così deformazioni e mancanza di accrescimento dei frutti.
  • Danno indiretto: è causato dal fatto che la psilla produce un’abbondante quantità di melata, un liquido gelatinoso e zuccherino che va a ricoprire le foglie di giovane età e provoca asfissia, così da impedire alle foglie (e quindi alla pianta) di respirare. Inoltre per le proprietà fisico-chimiche che ha la melata, i raggi solari che incidono su di essa possono provocare ustioni al materiale vegetali uccidendolo.

Rimedi contro la psilla del pero

Per eliminare la psilla esistono vari metodi, a seconda del tipo di coltivazione che viene eseguita. La cosa importante, per entrambe le soluzioni che andremo a descrivere, è quella di assicurarsi con un attento monitoraggio che l’insetto sia effettivamente presente, assicurandosi anche della consistenza della popolazione.A tal proposito si parla di soglia di intervento, ossia quel minimo numero di esemplari presenti all’interno del frutteto che giustifica l’investimento in insetticidi e in tempo, in modo da effettuare trattamenti per debellarli.

Per monitorare e campionare la psilla, si può ricorrere a trappole sessuali che, posizionate sulla pianta, ne verificano la presenza.

Nel caso in cui si abbiano solo poche piante, si può ricorrere all’insetticida naturale conosciuto col nome di Spinosad. Altro mezzo di lotta contro la psilla può essere l’utilizzo di trappole ormonali, dette anche “di confusione” che mantengono lontani questo tipo di insetti.

Nel caso, invece, il frutteto consista in un numero di piante consistente, è bene avvantaggiarsi di tutti quei nemici naturali ormai poco presenti sulla maggior parte d’Italia, quali ad esempio i Rinconti Antocoridi, i Ditteri Sirfidi, i Neurotteri Crisopidi e i Nabidi. Questi insetti predano gli individui di psilla in varie fasi della sua vita, eliminandola quasi del tutto dal tuo arboreto da frutto.

Cocciniglia di San Josè (Quadraspidiotus perniciosus)

Continuiamo a descrivere gli insetti nocivi al pero parlando della cocciniglia di San Josè, un insetto di piccole dimensioni originario della Cina e giunto anche in Italia agli inizi del 1900 a causa degli scambi commerciali con l’oriente.

La cocciniglia di San Josè un altro pericoloso insetto nocivo al pero, in quanto rimane protetto per la maggior parte della sua vita dentro un follicolo impermeabile attraverso il quale non riescono a passare la maggior parte dei prodotti fitosanitari esistenti realizzati per eliminarla.

Sulla pianta, si raduna in colonie. È facile trovarla sul tronco, sui rami, su frutti e anche sulle foglie. I sintomi della sua presenza sono ben evidenti sui frutti: provoca delle macchie rossastre al cui centro è presente un puntino grigio.

Eliminare la cocciniglia di San Josè è davvero impegnativo. Uno dei metodi più utilizzati, e più efficaci, è quello che mira a preservare tutti i suoi nemici naturali come ad esempio gli insetti Chilocorus bipustulatus, Encarsia perniciosi e Exochomus quadripustulatus.
Tra i prodotti insetticidi è possibile utilizzare l’olio bianco ma in contesti di minor dimensione, molto utile e funzionante, risulta anche il sapone di Marsiglia diluito.

Tingide del pero (Stephanitis pyri)

Tra la rassegna degli insetti nocivi al pero non poteva mancare il tingide del pero.
Si tratta di un insetto lungo circa 3 mm e dal corpo molto scuro. A primo impatto, è possibile constatare la sua presenza visualizzando, sulla pagina inferiore della foglia, tanti punti neri più o meno vicini tra loro.

Il danno è provocato sia dagli adulti che dai giovani individui, i quali pungono le foglie per cibarsi del materiale vegetale.

Il migliore prodotto per eliminare il Tingide del pero è indubbiamente l’olio di neem, ma molto spesso si ricorre anche al macerato di ortica, che possiamo decidere di autoprodurre in modo molto semplice.

Cecidomia del pero

Esistono due tipi di cecidomia del pero:

  • Cecidomia fogliare (Dasyneura pyri)
  • Cecidomia dei frutti (Contarinia pyrivora)

Tutti e due sono insetti parassiti piccolissimi, dalle sembianze di moscerino e lunghi circa 2 mm. Gli adulti hanno colorazione molto scura, mentre le larve sono di colore bianco.

Per entrambe le specie, cecidomia fogliare e cecidomia dei frutti, il danno è provocato proprio dalle larve che, nel primo caso, attaccando le foglie dei germogli ne causano l’arrotolamento e, nel secondo caso, attaccando i frutti dall’interno li distruggono per cibarsi della loro polpa.

Le soluzioni biologiche migliori per eliminare questo insetto possono essere di due tipi:
In ambito preventivo, è possibile utilizzare polvere di roccia, come la Zeolite, il Caolino o la calce inerte: tutti questi prodotti realizzano una barriera fisica che contrasta l’attacco della cecidomia.

In ambito curativo, quindi una volta constata la presenza dell’insetto, l’unico prodotto veramente efficace è lo Spinosad, di cui abbiamo già parlato.

Carpocapsa (Cydia pomonella)

Conosciuta come verme delle mele, visto che attacca più facilmente il melo, la carpocapsa rimane anche uno tra i principali insetti nocivi al pero.

Il danno è provocato dalle larve nate dalle uova deposte vicino ai frutti. Una volta nate, proprio le larve si nutrono dei frutti distruggendoli.

Per eliminare la carpocapsa è importante prima eseguire un buon monitoraggio utilizzando trappole sessuali posizionate sugli alberi l’ultima decade di aprile. Quando su ogni trappola vengono ritrovati 2 maschi alla settimana, si deve intervenire quanto prima.

Per intervenire preventivamente si utilizzano polveri di roccia (zeolite, caolino o calce inerte).

Si possono utilizzare anche trappole alimentari, tipo Tap Trap, con esche a base di vino, zucchero, chiodi di garofano e cannella. Le trappole alimentari attraggono la carpocapsa e la uccidono.L’utilizzo di queste trappole rimane certamente un metodo ecologico ed economico che ben si adatta a coloro che hanno poche piante di pero, ma anche a chi esercita una coltivazione più intensiva in ambito biologico.

Limacina

Per terminare la descrizione dei principali insetti nocivi al pero è bene parlare anche della limacina. Si tratta di un imenottero, ossia un insetto lungo 4-5 mm e dal corpo nerastro.

Le larve sono simili a piccole limacce, per questo il nome “limacina”. Queste possono essere di colore giallo-verdastro oppure violacee.

Sono proprio le larve ad essere responsabili del danno, in quanto scheletrizzano le foglie divorandone i tessuti ma lasciando intatti le nervature.

Per eliminare la limacina possono essere utilizzati sapone di Marsiglia diluito oppure olio di Neem.

Autore dell’articolo dott.Francesco Giannetti, consulente agricolo.

Il pero: altre letture

Oltre alla difesa dai parassiti nocivi ci sono una serie di altre accortezze che consentono di mantenere sano e produttivo l’albero di pere, dalla potatura alla prevenzione delle malattie impariamo a gestire al meglio la coltivazione biologica di questa specie fruttifera.

Trappole alimentari

Le trappole alimentari sono un metodo veramente utile per ridurre l’uso dei pesticidi nel frutteto e salvaguardare gli alberi dai parassiti senza chimica.

Si impiegano sia per il monitoraggio che per la cattura massale, per la loro efficacia è fondamentale che vengano messe al momento giusto, in modo da intercettare le prime generazioni dei parassiti.

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