Il pero è un albero molto longevo, che può dare una fruttificazione soddisfacente nel frutteto professionale o famigliare, ma anche fare bella mostra in giardino.

Per raggiungere questi due obiettivi è necessario praticare una potatura corretta, che da un lato sia in grado di stimolare la fruttificazione in modo equilibrato e dall’altro tenga la pianta in ordine, lasciando una chioma ariosa e contenendo il pero in una dimensione corretta.

Come per tutte le piante anche per il pero bisogna scegliere una forma di allevamento: nel frutteto da reddito si usano soprattutto filari in forme contenute, spesso bidimensionali, come la palmetta e il fusetto. In contesti più famigliari invece l’albero di pere si alleva in forma libera o a vaso, in modo che abbia una manutenzione minore e sia a livello estetico più gradevole.

Quando si pota il pero

Come la gran parte delle piante da frutto anche per il pero il periodo di taglio corrisponde al riposo vegetativo, per cui alla stagione autunnale e invernale. Siccome è bene non lasciare che le parti appena tagliate subiscano le gelate dell’inverno la cosa ideale sarebbe potare appena prima della stagione vegetativa, per cui a febbraio. I peri sono comunque alberi resistenti e si può anche tagliare in autunno, da novembre fino ai primi di marzo.

Questo periodo è riferito alla potatura di allevamento e produzione, la potatura verde invece in cui si tagliano polloni e succhioni si realizza invece in primavera inoltrata o in estate.

La potatura di allevamento

La potatura di allevamento è quella che serve a indirizzare la pianta verso la forma scelta, si esegue a partire dal momento del trapianto per il primo periodo, mentre dopo tre o quattro anni la pianta sarà formata e si passerà a potature che hanno lo scopo di regolare la produzione e non solo di mantenere la forma della pianta.

Come eseguire la potatura di formazione sul pero dipende dalla forma scelta, non c’è una regola generale valida per tutti i tipi di pero, consiglio la lettura degli articoli dedicati alle forme di allevamento.

Potatura verde estiva

La potatura verde ha il compito di equilibrare il rapporto tra spinta vegetativa e fruttificazione della pianta e consiste soprattutto nell’eliminare parti che assorbono energie della pianta senza portare frutto. Permette inoltre di riordinare un po’ la chioma asportando i succhioni.

Non tutte le varietà e le forme d’allevamento richiedono questo intervento, che si effettua durante l’estate e prevede l’eliminazione dei polloni dalla base del tronco e dei succhioni verticali dai rami della pianta.

Potatura di produzione

Veniamo ora a parlare della potatura vera e propria da eseguire ogni anno tra l’autunno e l’inverno per avere una miglior produzione. Se volete imparare a potare un pero è bene precisare che non vi basterà leggere questo articolo, anche se qui di seguito troverete alcuni criteri che possono servire da guida durante il lavoro. Potare infatti è un lavoro che ha infinite variabili: il clima, la forma della pianta, le caratteristiche del suo portinnesto e della varietà di pere,… Col tempo imparerete a conoscere il vostro pero e a farvi l’occhio su come intervenire al meglio. Intanto cominciamo a spiegare come si pota questa pianta partendo dalle caratteristiche dei suoi rami.

I rami del pero

Per imparare a potare bisogna conoscere i diversi tipi di rami e come la pianta forma su di essi gemme, fiori e quindi frutti. Una prima lettura propedeutica è quella dei tipi di rami di una pianta da frutto, che mette le basi e precisa alcuni termini che a chi è inesperto suoneranno altrimenti nuovi, qui di seguito invece entriamo nel dettaglio specifico sui due più importanti rami fruttiferi del pero.

  • Brindilli o Spur. Sono rami misti, sottili, di un anno di età. Hanno gemme a legno sul ramo e gemme a fiore apicali, per molte varietà di pere le gemme apicali dei brindilli sono importantissime per la fruttificazione.
  • Lamburde. Rami cortissimi, di 5 cm, con gemme apicali. Ci sono varietà di pero che fruttificano in prevalenza sulle lamburde. Dopo la fruttificazione al principio della lamburda si forma un igrossamento legnoso chiamato borsa, in seguito alla borsa si forma la “zampa di gallo” che è un ripetersi di borse.

Cosa tagliare

Per decidere quali rami tagliare è necessario un minimo di conoscenza della pianta, andando a capire se fruttifica più sui brindilli, più sulle lamburde o su entrambe. I brindilli che hanno già fruttificato l’anno precedente vanno tagliati, in modo da rinnovarli, le lamburde invece nella maggior parte dei casi sono in grado di fare frutto per più di un anno, ma calano dopo tre o quattro anni. Alla formazione di zampe di gallo è bene tagliarle, andando a rinnovarle.

Come anticipato una regola generale non esiste, ma imparando a osservare i rami e la formazione dei fiori si può conoscere una varietà e imparare a potare in modo da rinnovare gradualmente l’albero eliminando le sue parti meno produttive e stimolando la formazione di rami fruttiferi.

Altre letture sul pero

Dall’impianto alla raccolta impariamo a conoscere le caratteristiche e i lavori da fare relativi alla pianta di pere.

Una potatura pulita

L’uso di attrezzi disinfettati e taglienti è molto importante quando si effettuano lavori di potatura. Tagliando infatti si provocano ferite alla pianta, se il lavoro non è fatto in modo netto e pulito può favorire l’ingresso di batteri, virus o spore e degenerare in una malattia.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.