Il polisolfuro di calcio è una sostanza inorganica che si origina da una reazione tra calcio e zolfo e che si può impiegare come fungicida, autorizzato in agricoltura biologica.

Si tratta di un trattamento poco tossico per l’ambiente e con bassa fitotossicità, che rappresenta un’ottima alternativa al rame e si dimostra particolarmente efficace contro alcune patologie dell’oliveto, della vite e in generale del frutteto, come la bolla del pesco, la ticchiolatura di melo e pero e l’oidio.

Il polisolfuro di calcio si potrebbe anche preparare in proprio a partire da zolfo, acqua e calce viva. Oggi non vale la pena autoprodurre questo anticrittogamico, conviene comprare il prodotto pronto.

Effetto fungicida del polisolfuro di calcio

Il polisolfuro di calcio ha un’azione di contrasto verso le spore patogene, liberando zolfo che si rivela tossico per i funghi e ha quindi effetto estintivo sul micelio.

L’azione dello zolfo è utile anche a livello preventivo.

Contro quali malattie si impiega

Il polisolfuro di calcio è efficace contro diverse malattie crittogamiche, per cui possiamo usarlo contro alcune delle peggiori patologie di olivo, vite, pomacee e drupacee.

Alcuni esempi:

  • Ticchiolatura del melo e del pero (Venturia inaequalis)
  • Bolla del pesco
  • Monilia (varie specie di Monilinia)
  • Oidio o mal bianco (vari patogeni del genere Oidium)

malattie frutteto

Effetto insetticida

Il polisolfuro ha anche un effetto insetticida su acari e cocciniglie, per cui il trattamento può presentare anche questo risvolto.

Contro la cocciniglia funziona andando a sciogliere lo scudo protettivo che protegge questi organismi da altri insetticidi, contro gli acari colpisce in particolare le uova.

Nel frutteto viene comunque impiegato soprattutto contro le malattie, a livello meramente insetticida ci sono soluzioni più efficaci.

Quando si impiega il polisolfuro di calcio

Il polisolfuro di calcio si impiega nei trattamenti invernali e primaverili. Rappresenta un’ottima alternativa alla poltiglia bordolese e si può quindi impiegare come sostituto.

I trattamenti invernali sono preventivi e hanno lo scopo di contrastare le forme svernanti di patogeni di malattie quali la bolla del pesco e la ticchiolatura, bloccando l’insorgere della malattia. In questa fase il dosaggio può essere consistente.

Nei trattamenti primaverili invece occorre diminuire la dose di prodotto, si usa sia come preventivo che per contrastare le prime manifestazioni di funghi patogeni.

Il polisolfuro si può usare anche su piante bagnate, per questo può essere utile anche dopo piogge.

Come effettuare i trattamenti

Il polisolfuro di calcio agisce per contatto e richiede quindi una distribuzione uniforme e globale sulle parti della pianta interessata.

Il trattamento si effettua nebulizzando a gocce finissime sulla pianta, impiegando una pompa manuale o elettrica o sfruttando eventuali impianti di irrigazione sovrachioma.

Fitotossicità e precauzioni

Si tratta di un fungicida generalmente meno fitotossico del rame, anche se ci sono varietà di pesco sensibili, a cui prestare attenzione.

Per evitare rischi di fitotossicità bisogna evitare di trattare in corrispondenza di gelate oppure con temperature oltre ai 30°C.

Per tutti i trattamenti anticrittogamici è importante osservare precauzioni e rispettare indicazioni e dosaggi prescritti sull’etichetta e sulla scheda di sicurezza del prodotto. Sul polisolfuro di calcio viene indicato in genere un intervallo di sicurezza di 30 giorni.

Bisogna evitare di trattare in prossimità di trattamenti con olio minerale, mantenendo due settimane di distanza per evitare fitotossicità.

Autore dell’articolo Matteo Cereda.

Prevenzione e corroboranti

Prima di curare le malattie del frutteto è bene prevenirle, per farlo si impiegano in agricoltura diversi metodi. Il primo e più importante è una corretta gestione del suolo, per evitare ristagni di acqua. Bisogna poi avere cura nel dosare concimazioni e irrigazioni, evitando eccessi, e realizzare potature equilibrate, al momento opportuno e con attrezzi puliti.

Sono utili poi prodotti corroboranti che aiutino le piante da frutto a sviluppare difese immunitarie, a questo scopo possiamo impiegare propoli, lecitina di soia, macerati o decotti di equiseto.

Trattamenti anticrittogamici

I trattamenti anticrittogamici con cui difendere un frutteto coltivato in regime di agricoltura biologica sono svariati, oltre al polisolfuro di calcio ricordiamo:

  • Prodotti rameici (ossicloruro di rame, solfato di rame, poltiglia bordolese,…)
  • Zolfo bagnabile
  • Bicarbonato di potassio
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