Il pesco è una pianta abbastanza delicata ma il portinnesto che si sceglie può fare la differenza e consentire di coltivare quest’albero anche su terreni non del tutto favorevoli. Come abbiamo spiegato nell’articolo dedicato il portinnesto è la parte di pianta dal colletto in giù, su cui poi viene innestata la varietà coltivata. La scelta è importante perchè determina come si svilupperà l’apparato radicale e di conseguenza la pianta.

Principali portinnesti utilizzati

Vediamo quali sono i portinnesti più importanti che si possono usare per coltivare le pesche, focalizzandoci su quelli più indicati per la coltivazione biologica. Alcuni sono selezionati da altri alberi come pruno e mandorlo, al fine di rendere il pesco più adattabile. Non esiste un portinnesto migliore di altri, a seconda del clima del suolo ci saranno opzioni più o meno adatte.

Portinnesto franco

Il pesco su portinnesto franco da seme è la scelta più tradizionale e diffusa da tempo. Si tratta di un basamento che si addatta bene a terreni concimati e profondi, con un vigore medio alto e un’ottima longevità. Produce bene ma è abbastanza sensibile alle scarsità di acqua e a diverse malattie.

GF667

Questo portinnesto si ottiene con l’ibridazione tra pesco e mandorlo, ottima scelta in zone molto calde e in terreni poveri e aridi, decisamente vigoroso e ben radicato al suolo, quindi perfetto anche per impianti in posti ventosi o di pendenza. Si adatta molto e produce bene, teme il ristagno dell’acqua.

Barrier 1

Portinnesto vigoroso dall’apparato radicale espanso, scondo solo al GF677, si adatta a moltissimi tipi di terreno ed è ben resistente alle malattie, quindi può essere un’ottima scelta per la coltivazione biologica. Ha maturazione tardiva e produzione discretamente alta, con frutti di ottima pezzatura. Per la maturazione ritardata può essere positivo nelle zone in cui si verificano frequenti gelate tardive.

MRS 2/5

Il portinnesto MRS 2/5 è ibrido di susino (deriva dal prugnolo) ed è forse la scelta migliore in contesti di terreno pesante, quindi con probabili eccessi di umidità e ristagni. Non è molto vigoroso e produce bene, abbastanza precocemente.

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Dopo aver scelto il portinnesto giusto si mette a dimora la pianta e poi inizia la coltivazione del pesco vera e propria. Ecco qualche utile consiglio.

Cos’è il portinnesto

Il portinnesto è praticamente l’apparato radicale della pianta, ovvero il suo basamento, su cui viene innestata la varietà da coltivare. Nella coltivazione il portinnesto ha un’importanza capitale perché da esso dipendono molte caratteristiche dell’albero.

Approfondimento: il portinnesto e la sua scelta.

3 commenti
  1. mauro
    mauro dice:

    Vorrei contribuire con la mia esperienza. Ho 6 peschi e sono tutti selvatici, sono di buona resistenza alle malattie, producono frutti medio piccoli e maturano in agosto, settembre e ottobre. Volevo dire che per la coltivazione amatoriale potrebbe bastare il selvatico e si potrebbe utilizzare l’innesto solo per le piante che producono frutti troppo piccoli o per situazioni di terreni pesanti o aridi.

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    • Giancarlo
      Giancarlo dice:

      Su che albero COMUNE posso innestare il pesco? Il mio pesco sta morendo… Forse asfissia radicale, sono nel deserto… Terra90% argolla 10% sabbia… Ma daba frutti. Consigli?

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      • Matteo Cereda
        Matteo Cereda dice:

        Proverei un portinnesto da susino San Giuliano 2, vigoroso e adatto a terreni argillosi, ma forse anche GF677 può rispondere bene.
        .

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