Il pesco è un albero che può dare grandi soddisfazioni a chi lo coltiva, sia nel frutteto da reddito che in un giardino familiare.

Se si vuole inserire questa coltura si inizia in genere piantando una piantina acquistata in vivaio o per i più esperti innestata di persona.

Si tratta di una pianta abbastanza soggetta alle malattie, per questo è importante scegliere una varietà abbastanza resistente, adatta alla coltivazione biologica.

Il momento del trapianto del pesco è importante perché la giovane pianta deve radicarsi e si trova quindi in un momento in cui è più delicata, è importante scegliere il periodo giusto e curare l’alberello con irrigazioni adeguate.

Periodo in cui trapiantare

La messa a dimora dell’albero di pesche può avvenire durante buona parte dell’anno, in genere si consiglia di farlo tra l’autunno e la primavera, quindi da ottobre a marzo. Il mese più indicato è generalmente il mese di febbraio, periodo in cui non è ancora ripresa l’attività vegetativa dell’albero ma sono ormai alle spalle le gelate dell’inverno. In climi più freddi si può aspettare marzo, mentre dove il clima è mite si può indifferentemente mettere a dimora l’alberello a radice nuda in tutto il periodo invernale.

La scelta del luogo giusto

Dal punto di vista del clima il pesco teme particolarmente le gelate primaverili, ma resiste molto bene al gelo nel periodo invernale. Questa pianta richiede una buona esposizione solare e un riparo dal vento.

Per la sua sensibilità alle malattie è opportuno che il suolo sia sciolto e drenante, anche se la scelta del portinnesto giusto può rendere più tollerante l’albero anche a suoli compatti.

Bisogna evitare anche di piantare il pesco in un terreno calcareo, visto che il ph elevato può dar problemi, andando a inibire l’assorbimento del ferro.

Il sesto d’impianto

Le piante di pesche si mettono a distanze diverse a seconda della forma di allevamento che viene scelta e del portinnesto: se le piante sono innestate su un basamento nanizzante possono star più vicine, mentre un portinnesto franco produrrà alberi più ingombranti. In media conviene tenere ogni pesco a 4-6 metri di distanza da altre piante, siepi o edifici.

Come mettere l’albero a dimora

L’operazione di messa a dimora del pesco non differisce da quella della maggior parte delle piante da frutto: consiste essenzialmente nello scavare una buca in cui porre la pianta a radice nuda.

Scavo della buca. La buca in cui mettere la piantina di pesco deve avere una dimensione di almeno 50 cm, sia per diametro che per profondità. Queste misure possono essere variate in relazione alla struttura del suolo: più il terreno è compatto e più è importante fare un buco ampio, in modo da smuovere più terra e lasciare alle giovani radici un intorno semplice da penetrare.

Terra profonda e terra superficiale. Durante lo scavo bisogna tener diviso la terra dei primi 15 centimetri da quella profonda: nel suolo abitano diversi microrganismi e se si rimescolano si rischia di ucciderne molti, preservare la vita microscopica significa mantenere la fertilità del terreno. Non sarà difficile buttare col badile su un lato la prima parte di terra e poi sull’altro il resto.

Pulizia della terra e concimazione. Eliminiamo sassi e radici dal terreno, prima di rimetterlo nella buca. Mischiamo della concimazione organica alla terra da rimettere nella buca. Il fertilizzante va mischiato allo strato più superficiale di terra, si può usare letame maturo o compost.

Inzaffardatura. Le radici della pianta a radice nuda possono essere immersi in un secchio contenente acqua, letame e sabbia, questo stimola il radicamento.

Posizionamento della pianta e riempimento della buca. Si inizia a riempire la buca prima di deporre la piantina. La pianta deve esser messa alla giusta profondità, con il punto di innesto visibile sopra al livello del suolo. L’astone di pesco deve esser posto nella buca, avendo cura di non danneggiare le radici e di tenere l’alberello ben dritto. Si procede quindi terminando il riempimento del buco con la terra, finita questa operazione si compatta calpestando il suolo.

Cure dopo l’impianto

Subito dopo aver messo a dimora il giovane pesco occorre irrigarlo, nelle prime settimana dopo il trapianto è opportuno bagnare con regolarità e in generale conviene avere attenzione per tutto il primo anno che il terreno non secchi troppo. La pianta adulta è maggiormente radicata e quindi capace di reperire l’acqua, beneficia dell’irrigazione per migliorare la produttività, mentre per i peschi giovani l’acqua può essere vitale.

Altri consigli sul pesco

Non basta piantare l’albero di pesche per poter raccogliere, ecco qualche altro utile consiglio per gestire al meglio il pescheto con metodi naturali.

Il portinnesto giusto

Un fattore molto importante da cui dipende la capacità di un pesco di adattarsi al suolo è la scelta del portinnesto. Per questo prima dell’impianto, al momento dell’acquisto della piantina, è utile informarsi e scegliere il portinnesto di pesco più indicato alla situazione.

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