Il susino è una pianta arborea da frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee Prunoidee, come il pesco, il ciliegio e l’albicocco, coltivato fin dall’epoca preistorica. Ne esistono numerose varietà, tra susine europee, cino giapponesi e americane, frutto di altrettanti incroci durante il corso dei secoli. Ad oggi, i maggiori produttori di susine e prugne sono Italia, Francia e Germania.

Per la corretta coltivazione del susino è molto importante conoscere le sue avversità, in particolare se si vuole gestire il frutteto con metodo biologico. Per questo motivo oggi parleremo degli insetti nocivi al susino, imparando a riconoscere i possibili parassiti. Gli insetti nocivi al susino sono molti, ma la gran parte di essi sono comuni anche ad altre piante, soprattutto al pesco.

Troverete anche alcune indicazioni utili per difendere le piante da frutto, sempre e solo con metodi di origine naturale, a basso impatto ambientale.

Afide farinoso del susino

Hyalopterus pruni

L’afide farinoso del susino è un insetto di piccole dimensioni e di colore verde. Si raggruppa con altri individui sulla pagina inferiore della foglia. Il suo nome è dovuto alla caratteristica secrezione cerosa biancastra di cui sono ricoperti tutti gli individui.

Quando l’afide farinoso del susino attacca la pianta, la sua azione nutrizionale provoca una produzione di melata tale da soffocare, insieme alla stessa secrezione cerosa, la foglia e quindi la nostra pianta di susino. Le parti vegetali così colpite si deformano, i frutti si imbrattano di sostanza cerosa e le foglie cadono causando non solo una minor fotosintesi clorofilliana, ma anche una conseguente minor produzione di frutti: il danno provocato è davvero grave ed è per questo che l’afide farinoso viene considerato uno dei più fastidiosi insetti nocivi del susino.

La lotta biologica contro questo insetto, come per molti altri afidi che attaccano le piante coltivate, si basa soprattutto sull’utilizzo di polveri, come la polvere di roccia o la calce inerte, che, insieme a collanti naturali, instaurano una barriera fisica sulla pianta, impedendo così all’insetto di arrivare a contatto con i tessuti vegetali. Su piccola scala amatoriale il macerato di ortica e il sapone molle di potassio (Marsiglia) sono dei buoni rimedi naturali autoprodotti, in casi più gravi l’olio di neem.

Nel caso, invece, si voglia intervenire con i nemici naturali dell’afide farinoso del susino, ci si può avvantaggiare dei cosiddetti Coleotteri Coccinellidi, come Adalia bipunctata, Coccinella septempunctata e Coccinella decempunctata, oppure Rincoti Antocoridi, Neurotteri Crisopidi e Ditteri, come Syrphus, Scaeva e Aphidoletes.

Tignola o Cidia del susino

Cydia funebrana

La cidia funebrana rientra senza dubbio tra gli insetti più dannosi del susino. Stiamo parlando di una tignola, quindi una farfalla, lunga circa 12-15 mm di colore tendenzialmente brunastro con venature bianche.

Il danno è provocato durante l’ovificazione, visto che le uova vengono inserite all’interno del frutto, le larve che ne nascono si cibano della polpa e scavano gallerie nelle prugne. Il danno è enorme e può provocare perdite onerose per chi coltiva le susine in modo intensivo, ma anche grandi dispiaceri a chi possiede solo qualche pianta nel proprio giardino e si trova il raccolto rovinato.

In entrambi i casi, è doveroso eseguire un buon monitoraggio dell’insetto, così da rendersi conto dell’ampiezza della popolazione presente in loco. Un buon sistema per monitorare la presenza di questi lepidotteri è l’impiego di trappole alimentari tipo Tap Trap. L’esca migliore per attrarre questi insetti si ottiene mischiando acqua, vino, zucchero, chiodi di garofano e cannella. Questo metodo a volte risulta efficace anche nel prevenire l’infestazione, con la cattura massale degli individui.

Nel caso in cui si voglia prevenire l’attacco, ci si può affidare anche a polveri di roccia, come zeolite, calce inerte e caolino, con lo stesso principio spiegato per gli afidi, in modo da creare una barriera fisica all’insetto.

Se, invece, la tignola del susino ha già attaccato le nostre piante, allora lo strumento migliore con cui eliminarla è il Bacillus Thuringiensis trattamento naturale che uccide le larve.

Mosca della frutta

Ceratitis capitata

La mosca della frutta è uno degli insetti più pericolosi del susino ma anche, come sottintende il suo nome, di molte altre piante da frutto. Le sue sembianze sono molto simili a quelle di una mosca comune: l’insetto è lungo circa 5-6 mm, i suoi occhi hanno un colore verde intenso e il suo corpo tende al giallastro. La femmina adulta deposita le uova all’interno del frutto in fase di maturazione tramite un foro molto riconoscibile. Dopo qualche settimana le uova si schiudono e danno vita a delle larve, le quali si cibano della polpa del frutto. Il danno, come quello provocato dalla tignola, è enorme.

L’unico modo per evitare il peggio è la prevenzione. Anche per questo parassita è bene proteggere le piante, tante o poche che siano, con polveri di roccia (caolino, zeolite o calce inerte). Il periodo migliore per intervenire è quello in cui il frutto ha delle dimensioni tali da permettere l’attacco. Non bisogna invece intervenire mai durante la fioritura o quando il frutto è ancora di dimensioni ridotte.

Le trappole alimentari con funzione di cattura massale e monitoraggio danno buoni risultati, si usa sempre dispositivo Tap Trap associato a un’esca, che stavolta realizziamo con ammoniaca liquida e pesce crudo.

In casi estremi, quindi quando l’attacco è già in atto, uno dei mezzi più efficaci è l’utilizzo dell’insetticida naturale conosciuto come Spinosad.

Cicadella bufalo o Buffalo

Stictocephala bisonia

La cicadella bufalo, detta anche Buffalo, è un insetto originario del continente americano. Nel nostro paese si è diffuso soprattutto al Nord Italia. Il nome pittoresco è dovuto alla sua particolare forma del corpo, lungo circa 1 cm e di colore verde-ocra.

Il danno è determinato dai fori che provoca sulle susine per nutrirsi. Tali fori vengono eseguiti anche sulle parti verdi della pianta, in forma circolare. Le strutture vegetali così colpite tendono a deformarsi o a prendere una certa “strozzatura”. Di certo anche la cicadella bufalo può rivelarsi un insetto molto nocivo e pericoloso per le piante di susino.

La lotta contro questo insetto non richiede particolari prodotti con cui intervenire. Spesso è sufficiente eliminare i rametti dove sono state depositate le uova ed evitare la coltivazione di Leguminose sotto chioma e nelle prime vicinanze dei frutteti, in quanto gli stadi giovanili di cicadella bufalo si rifugiano proprio su queste piante. Come spesso avviene in agricoltura biologica l’attenzione del coltivatore nel monitoraggio e nella prevenzione vale di più rispetto all’uso di trattamenti a posteriori.

Falena brumale o Cheimatobia

Operophthera brumata

La falena brumale è una farfalla di grandi dimensioni, con una apertura alare di quasi 3 cm. Il corpo è di colore scuro e ricoperto di una peluria grigiastra. Le larve, invece, non ha anno peli e sono di colore verdastro.

Sono proprio le larve di questo lepidottero a provocare danni ai susini. Queste mangiano le foglie in più punti, sia ai margini che al centro, le foglie aggredite dal parassita sembrano bucate. Ma non solo le foglie sono oggetto di attacco da parte di questo pericoloso insetto nocivo del susino. Le larve, infatti, possono cibarsi anche dei fiori, dei frutti e delle gemme.

Eliminare questo insetto non è facile. Sicuramente, sia a livello professionale che amatoriale, buoni risultati di lotta contro la falena brumale sono garantiti dall’olio di neem (nel caso di un attacco di modesta entità) e dal Bacillus Thuringiensis ssp. Kurstaki.

Per quanto riguarda la prevenzione, è bene applicare delle fasce adesive intorno ai tronchi, così da catturare le femmine che, dal terreno, salgono verso la cima della pianta per deporre le uova.

Le trappole alimentari Tap Trap con la stessa esca della tignola possono contribuire a ridurre la popolazione anche di cheimatobia.

Tripide del susino

Taeniothrips meridionalis

Più conosciuto con il nome di tripide del pesco, in realtà questo insetto è molto nocivo anche per prugne e susine. L’adulto, lungo circa 1,5 mm, ha un colore molto scuro.

Il tripide attacca i fiori e i frutti, le susine, tramite delle punture sul materiale vegetale. A causa di queste punture, il tripide rilascia anche una certa quantità di saliva contente microrganismi e batteri che vanno a lesionare e, peggio ancora, a deformare frutti, fiori, gemme.

Per il tripide, la lotta vede protagonisti l’olio di neem, l’olio bianco e il sapone di Marsiglia diluito, tutti trattamenti consentiti in agricoltura biologica.

È doveroso intervenire con uno di questi prodotti esclusivamente dopo la fioritura e solo in caso di stretta necessità. Infatti, molto spesso i suoi nemici naturali, come i Rincoti Antocoridi presenti in natura, ne limitano considerevolmente la presenza.

Cocciniglia di San Josè

Quadraspidiotus perniciosus

La cocciniglia di San Josè è un insetto che colpisce altre piante, infatti l’abbiamo già descritta elencando gli insetti nocivi al pero. Si tratta di una cocciniglia di piccole dimensioni originaria della Cina e comparsa nel nostro paese durante i primi anni del 1900 a causa dei trasporti commerciali con l’Oriente.

Ciò che rende la cocciniglia di San Josè particolarmente fastidiosa per i nostri susini è il follicolo impermeabile dentro il quale si protegge per tutto l’arco della sua vita. Questo follico, infatti, riconoscibile dal colore grigiastro, rende impenetrabile qualsiasi prodotto atto ad eliminarla.

Ci si può accorgere della sua presenza praticamente ovunque sulla pianta: tronco, rami, frutti e foglie, dove si raduna in colonie. Sui frutti, in particolare, provoca delle piccole macchie rosse caratteristiche, con al centro un puntino grigio.

Il mezzo migliore per eliminare la cocciniglia di San Josè è prima di tutto quello di preservare i suoi predatori presenti in natura: stiamo parlando di insetti come Chilocorus bipustulatus, Encarsia perniciosi e Exochomus quadripustulatus.
Per quanto riguarda, invece, i prodotti biologici, possiamo avvalerci sia di interventi con sapone di Marsiglia diluito, ma anche di olio bianco.

Limacina

Caliroa limacina

Per concludere la nostra rassegna sugli insetti nocivi al susino è doveroso parlare anche della limacina. Il suo nome è dovuto al fatto che le larve somigliano a piccole limacce, anche se si tratta di un insetto dell’ordine degli Imenotteri, non di un gasteropode come le classiche lumache. Questo parassita è lungo circa 5 mm e di colore totalmente nero in fase adulta.

I danni ai nostri susini sono provocati dalle fasi giovani, ossia dalle larve. Queste hanno un colore violaceo e sono ricoperte da un denso strato di muco trasparente. Le limacine si cibano delle foglie divorandole, ma lasciando intatte le nervature. La pianta di susino che subisce un attacco di limacina perde le foglie e, di conseguenza, diminuisce la sua capacità di fotosintesi clorofilliana. Questo porta non solo ad una crescita rallentata di tutto il susino, ma anche ad una ridotta produzione di frutti.

Per eliminare la limacina, oltre al sapone di Marsiglia diluito è consigliabile utilizzare l’olio di neem. Buoni risultati, in caso di leggeri attacchi, si hanno anche con il macerato di ortica che possiamo autoprodurre.

Autore dell’articolo dott.Francesco Giannetti, consulente agricolo.

Coltivazione bio del susino

La pianta di susine (o prugno) è un albero interessante da coltivare e adatto al nostro clima. Scopriamo come gestirlo con successo in un’ottica di frutteto biologico: su questo sito parleremo di ogni aspetto della coltivazione del susino bio. Restate collegati.

Metodo Tap Trap

Con le trappole alimentari basta una bottiglia di plastica e un’esca autoprodotta per cominciare a catturare parassiti quali mosche della frutta, cidia, tignola e lepidotteri in generale.

Si tratta di un rimedio selettivo ed ecologico, che rispetta le api e permette di evitare i pesticidi. Vale la pena approfondirlo.

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