L’albero a vaso è una delle più classiche forme di allevamento utilizzate nel frutteto. Si tratta di piante pensate di vigoria almeno media, che si sviluppano in larghezza e che siano ben ancorate. Questo rende il vaso una forma buona per terreni in pendenza e anche per quelli non molto fertili o siccitosi.

La pianta giovane può essere indirizzata alla forma di vaso con una corretta potatura di formazione, volta a determinare tre o quattro branche principali che si aprono a imbuto verso l’esterno. La chioma resta aperta e soleggiata, caratteristica ottima per chi coltiva con metodo biologico.

Caratteristiche dell’allevamento a vaso

La forma a vaso si caratterizza per essere una forma ben espansa in volume: dal fusto alto almeno mezzo metro si diramano tre o quattro branche principali con un’inclinazione verso l’esterno e verso l’alto (circa 40 gradi). In questo modo l’albero risulta ampio e quindi richiede un buono spazio, in genere 5 metri e la chioma resta ben aperta ed arieggiata. Richiede piante di vigoria medio alta ed è adatta per il frutteto biologico, visto il buon ancoraggio radicale e le distanze tenute tra le piante, che permettono di ritardare il diffondersi di malattie. Non richiede tutori e da risultati positivi in particolare in collina. Le piante a vaso raggiungono in genere i tre metri di altezza.

Quando scegliere la forma vaso

La scelta della forma dipende da vari fattori: per prima cosa lo scopo per cui viene tenuta la pianta, in secondo luogo le caratteristiche del portinnesto e della varietà di frutto.

Il contesto: frutteto familiare o professionale

Nella frutticoltura da reddito le piante a vaso sono state molto utilizzate in passato, oggi resta un tipo di allevamento usato in particolare per le drupacee, mentre è in disuso nel meleto professionale. Essendo una forma in volume, con una sua valenza estetica è adatta anche per il frutteto familiare e per chi tiene alberi da frutto in giardino. Il vantaggio del vaso è una buona comodità di gestione.

Quali piante si allevano a vaso

L’allevamento a vaso è ottimale per diversi tipi di piante, in particolare l’ulivo, il melograno, il caco e le drupacee (quindi ciliegio, pesco, susino, albicocco). Praticamente tutti gli alberi da frutto si possono indirizzare a questa forma, che un tempo era molto popolare per il melo.

Il portinnesto adatto

Prima di iniziare a indirizzare la pianta con una potatura di formazione è necessario informarsi sulle caratteristiche del portinnesto dell’albero in questione. L’allevamento a vaso è pensato per piante con una buona vigoria, quindi non certo per i portinnesti nanizzanti. Se una pianta ha un portinnesto di buon vigore si può decidere di formarla a vaso.

La potatura di allevamento

La pianta da frutto per assumere una forma a vaso deve essere indirizzata mediante una corretta potatura d’allevamento, soprattutto nei primi due anni si determina l’impostazione dell’albero.

Come indirizzare una pianta a vaso

Primo anno. Durante la fase vegetativa si scelgono tre o quattro rami laterali, gli altri vanno tutti eliminati, questi formeranno le branche principali e devono essere equidistanti. L’astone si taglia in inverno, a 50/70 centimetri di altezza da terra.

Secondo anno. Come il primo anno si tolgono tutti getti a parte i rami laterali selezionati e si cima l’astone alla stessa altezza, le branche individuate l’anno precedente vanno legate a dei tutori per dare un’inclinazione di circa 45 gradi, inoltre bisogna cimarle riducendole di un quarto perché si stimoli l’emissione di sotto branche.

Dal terzo anno. Si opera per mantenere le branche principali, che avranno sottobranche di primo e secondo ordine. I rami da frutto devono andare in direzione esterna all’imbuto, quelli interni o verticali devono essere eliminati. La potatura annuale ha anche lo scopo di mantenere la pianta sotto i tre metri di altezza per avere una comoda raccolta.

Varianti del vaso

Oltre al vaso classico ci sono alcune varianti di questa forma d’allevamento.

Vaso basso. Le branche principali si fanno partire a un’altezza inferiore ai 50 centimetri, questa variante si usa su portinnesti meno vigorosi, è molto diffusa sul melograno.

Vaso cespugliato. Questa forma riprende il concetto del vaso basso portandolo all’estremo: la pianta è senza fusto e sviluppa le branche direttamente da terra, sfruttando la capacità pollonifera dell’arbusto, si usa sull’olivo e sul nocciolo.

Vaso ritardato. Come abbiamo visto il taglio dell’astone centrale nella potatura per raggiungere il vaso classico si effettua durante il primo anno della pianta, nel vaso ritardato invece si aspetta il terzo anno, riducendo la potatura d’allevamento all’eliminazione dei rami bassi.

Vaso policonico. Forma diffusa quasi solo per l’ulivo da reddito, ogni branca si sviluppa in forma conica, restando distinta dalle altre, in questo modo resta più illuminata la chioma, ne risulta un albero largo ma aperto al centro. In genere i frutti maturano prima rispetto al vaso tradizionale.

Vaso catalano. Si caratterizza per la ripetuta potatura verde in fase di formazione, così facendo ne deriva una pianta di dimensioni contenute e si stimola una precoce entrata in produzione. Molto diffusa per il pescheto.

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