Il mal dello stacco è una malattia funginea che colpisce il nocciolo, provocata dalle spore di Cytospora corylicola. Il fungo colpisce prevalentemente in condizioni di elevata umidità, approfittando di lesioni della corteccia per attecchire.

Si riconosce per caratteristiche tacche che segnano la corteccia e vanno necrotizzandosi, dopo aver rilasciato un esudato di colore rosso acceso.

Le parti colpite da mal dello stacco devono essere tagliate ed eliminate, questa malattia crittogama può quindi rovinare notevolmente gli alberi di nocciole. Per questo è importante imparare a prevenire e contrastare la diffusione di Cytospora corylicola con metodi naturali.

Riconoscere i sintomi

Il mal dello stacco si riconosce abbastanza facilmente: si manifesta in primo luogo con piccole tacche che rugano la corteccia dell’albero. Man mano le tacche ingrandiscono e prendono in profondità il legno del ramo o del fusto della pianta di nocciole.

L’esudato gommoso di color rosso accesso che fuoriesce sovente dalle tacche rende chiara l’origine funginea e a permettere di riconoscere a prima vista la malattia, identificandola senza grandi possibilità d’errore.

Prevenire le malattie al nocciolo

Come molte altre malattie crittogame anche il mal dello stacco si combatte nel metodo biologico prevalentemente andando a prevenirlo.

Le spore del fungo Cytospora corylicola necessitano di due condizioni per attaccare un fusto o un pollone:

  • Un clima molto umido in cui le spore possano proliferare.
  • Lesioni alla corteccia che aprono alla spora una via d’ingresso verso i tessuti interni della pianta.

Per tener lontano dal noccioleto il mal dello stacco bisogna quindi evitare l’umido in eccesso: il terreno deve essere lavorato per evitare ristagni d’acqua, le irrigazioni non devono mai essere eccessive, l’arbusto deve esser diradato con potature che consentano un buon circolo d’aria nella chioma.

Altra precauzione importante è fare attenzione in caso di rotture accidentali di rami o polloni dell’albero e durante le operazioni di potatura. I tagli vanno fatti cicatrizzare con mastice, gli attrezzi da taglio devono essere disinfettati.

Contrastare il mal dello stacco

Se si verifica la presenza di Cytospora corylicola nel nostro noccioleto è fondamentale intervenire per tempo, circoscrivendo l’infezione. La prima cosa da fare è tagliare e bruciare tutte le parti di pianta colpita, in modo da evitare che si sparga il contagio. Un intervento deciso con attrezzi disinfettati dopo ogni taglio può fermare la malattia.

A livello di trattamenti consentiti in agricoltura biologica si può intervenire con prodotti a base di rame, da irrorare sul tronco in primavera e in estate. Questo genere d’intervento è sempre meglio evitarlo, visto che il rame resta nel terreno e ha una sua tossicità, seppur inferiore rispetto ad altri fungicidi chimici che si trovano in commercio.

Malattie del noccioleto

Il nocciolo ha diversi problemi possibili, sia di origine funginea che batterica, oltre al mal dello stacco si può incorrere in cancro batterico, marciume radicale o gleosporiosi. Per coltivare con metodi naturali è importante riconoscere e contenere prima possibile ogni problema.

Muffe e funghi al frutteto

Le malattie crittogame sono un grave problema per il frutteto biologico, ma nella maggior parte dei casi possono essere prevenute evitando umidità e ristagni idrici nel terreno coltivato. Anche disinfettare gli attrezzi di potatura e raccogliere per tempo le foglie cadute può preservare il noccioleto dalla diffusione di patologie indesiderate.

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