Quando si deve mettere un albero a dimora nel terreno del frutteto bisogna ovviamente scavare la buca, in cui sarà posta la pianta a radice nuda o col suo pane di terra.

L’operazione di scavo della buca può sembrare banale, ma come tutte le pratiche agricole dietro a lavori semplici si celano tante accortezze che permettono una buona riuscita della coltivazione.

Per questo può essere utile esaminare nel dettaglio come fare la buca per il trapianto di un albero da frutto.

Lo scavo della buca

Il lavoro di messa a dimora inizia scavando: bisogna preparare un buco di dimensione sufficiente, in modo che si possa inserire la pianta e che le radici abbiano intorno terreno facilmente permeabile.

Dimensioni della buca

Ipotizzando di piantare un albero da frutto di medie dimensioni, come può essere un melo oppure un pesco, e di dover mettere a dimora una piantina giovane bisogna fare una buca che abbia almeno mezzo metro di diametro e la stessa misura per profondità.

Se vogliamo stare tranquilli possiamo abbondare calcolando di scavare a 70 centimetri e di tenere 70 x 70 come misura.

Quando il terreno è molto compatto e argilloso vale la pena aumentare ulteriormente le misure dello scavo: in questo modo si lascia un maggior agio alle radici, che troveranno terra smossa attorno a loro.

Togliere la terra

Togliendo la terra si può avere un’accortezza molto utile per mantenere la naturale fertilità del suolo: si tratta di differenziare la terra dei primi 20 centimetri da quella più profonda. Scavando basta fare da un lato il mucchio con il primo strato di terreno e tenerlo da parte rispetto al resto. Quando si dovrà riempire la buca si potrà quindi metter prima la terra che stava più in basso e tenere per ultima la terra superficiale.

In superficie infatti vivono molti microrganismi utili, che hanno bisogno di ossigeno per vivere. Se vengono sotterrati in profondità muoiono, privando le radici di tanti microscopici aiutanti. Prendersi cura della vita presente nel suolo è importante se si vuole fare una coltivazione veramente biologica.

Attrezzi per lo scavo

Generalmente la buca conviene scavarla rompendo la zolla dai lati con una vanga, preferibilmente a punta per penetrare meglio nel suolo. In caso di terreno compatto è molto utile il piccone per aprire la strada e frantumare. Il badile poi è fondamentale per buttar fuori tutta la terra.

Chi deve scavare spesso buche può anche valutare l’acquisto di una mototrivella, attrezzo utilissimo per meccanizzare questa operazione.

Mettere la piantina

Una volta pronta la buca bisogna coprirne il fondo con un po’ di terra. Può sembrare inutile scavare per poi riempire nuovamente, ma è importante che sotto la pianta vi sia uno strato soffice e ben smosso, in modo che l’apparato radicale non trovi resistenza nel penetrarlo. La pianta da mettere a dimora deve stare con l’innesto pochi centimetri sopra al livello del suolo. Dopo aver sistemato la pianta all’altezza giusta si mette la terra con cura, in modo che l’alberello resti dritto. Può valer la pena aiutare la giovane pianta inserendo anche un tutore (palo di legno o canna di bambù).

Quando si sta per piantare un astone a radice nuda vale la pena fare un bagno di fango alle radici: si prepara una mistura di acqua, letame, sabbia e terra in un secchio, si immerge la radice per mezzora. Questa tecnica si chiama inzaffardatura e favorisce il radicamento rapido della pianta.

Riempire la buca

Dopo aver messo la piantina nella buca si procede riempiendo la buca con la terra di risulta opportunamente migliorata e concimata.

Migliorare e pulire la terra

Per migliorare la terra di risulta si può mischiarla a del terriccio specifico, magari realizzato appositamente per il tipo di pianta che andiamo a piantare. Se il suolo è troppo argilloso è bene mischiare sabbia di fiume, che lo renda drenante e riduca la sua tendenza a compattarsi.

Esistono anche substrati di particolare interesse come la zeolite, che ha la capacità di assorbire sostanze nutritive e acqua in eccesso, rilasciandole gradualmente.

Riempiendo la buca bisogna anche pulire la terra da eventuali pietre e radici.

Concimazione all’impianto

Fertilizzare è una buona pratica da attuare al momento della messa a dimora dell’albero. In agricoltura biologica ovviamente bisogna usare concimi organici o minerali di origine naturale. La quantità e il tipo di concime da usare variano a seconda del tipo di terreno e della varietà di albero da frutto scelta. Un buon fertilizzante da mischiare al terreno è il letame maturo, meglio se equino. Altra ottima soluzione è l’humus di lombrico, che aiuta anche il radicamento della piantina. Concimi bio di origine animale sono la cornunghia e la farina di ossa, mentre le farine di roccia sono alternativa di origine minerale.

Il concime deve esser mischiato solo nei 20 centimetri superiori del suolo, metterlo in profondità è poco utile perché vengono a mancare i microrganismi necessari a rendere il fertilizzante disponibile alla pianta.

Compattare il terreno

Dopo aver riempito la buca bisogna compattare la terra con ferma delicatezza: l’alberello deve essere stabile e si deve cercare di eliminare vuoti tra le radici.

Anche una vigorosa innaffiatura del suolo tutto attorno alla pianta aiuta a far aderire la terra alle radici del nuovo alberello.

Arrivati a questo punto l’albero è ufficialmente piantato nel nostro frutteto, bisognerà ricordarsi di irrigare spesso: gli alberi giovani hanno meno capacità di reperire l’acqua essendo meno radicati.

Come piantare: albero per albero

Il periodo giusto per la messa a dimora e varie accortezze sono diverse di albero in albero. Consiglio quindi di leggere la guida alla messa a dimora relativa ad ogni pianta.

Il periodo giusto per piantare

La maggior parte degli alberi da frutto si piantano tra l’autunno e l’inverno, durante il loro periodo di riposo vegetativo. Bisogna tuttavia evitare le giornate molto umide o piovose e quelle in cui il terreno gela.

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