Il terreno è un elemento fondamentale per ogni coltivazione: la pianta tramite l’apparato radicale è profondamente in relazione con il suolo, da cui preleva sostanze nutritive e acqua.

Un suolo gestito correttamente è il miglior modo per preservare il frutteto dalle malattie e questo è un punto a cui chi vuole fare agricoltura biologica non può non prestare attenzione.

Vediamo quindi quali sono le caratteristiche ideali che deve avere il terreno per ospitare un frutteto misto, ma anche come agire per migliorare la terra che abbiamo a disposizione, visto che non è sempre possibile l’appezzamento su cui impiantare gli alberi.

Il suolo ideale

Il terreno migliore per impiantare un frutteto dovrebbe essere drenante ma capace di trattenere l’umidità, abbastanza sciolto e non troppo argilloso e con un ph abbastanza neutro, compreso tra il 6 e il 6,5.

Queste caratteristiche sono quelle più indicate per un frutteto misto, ovviamente ogni albero ha delle sue peculiarità specifiche, mentre se dobbiamo ad esempio coltivare piccoli frutti il suolo dovrà essere più umido e acido.

C’è poi il discorso della presenza di sostanza organica e di elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio e microelementi). Un terreno ricco avrà una miglior struttura, resterà soffice e ossigenato, con una buona capacità di trattenere l’umidità.

Conoscere il proprio terreno

Non si può sempre scegliere quale terreno coltivare e bisogna spesso adattarsi a quello che si ha a disposizione. Prima di iniziare a impiantare alberi da frutto è opportuno analizzare il terreno del frutteto, in modo da conoscerne le caratteristiche.

Bisogna misurare il valore di ph, le caratteristiche del suolo in termini di struttura fisica e la presenza di elementi nutritivi.

I risultati delle analisi guideranno le scelte iniziali da fare durante l’impianto: in primo luogo bisogna decidere quali tipi di albero impiantare, dopo aver scelto il tipo di albero c’è la scelta del portinnesto e della varietà. Queste decisioni dipendono in gran parte dal clima e dal terreno in cui vivranno le nostre piante.

Si può intervenire poi sulla presenza di sostanze tramite concimazioni e modificare il valore di ph dove necessario. Nel frutteto biologico queste operazioni vanno fatte usando esclusivamente sostanze di origine naturale, organiche oppure minerali.

Adattarsi al terreno

Perché la pianta si adatti al suolo è fondamentale scegliere il portinnesto giusto, mentre la varietà è più legata al clima e alla produttività desiderata (pezzatura e sapore dei frutti, epoca di maturazione).

Il portinnesto

Le caratteristiche del terreno influiscono molto sulla scelta del portinnesto: selezionando il portinnesto giusto si può rendere l’albero adattabile anche a terreni meno favorevoli. Ad esempio su un suolo povero e arido bisogna impiantare alberi con portinnesto vigoroso e ben radicato.

La concimazioni

La concimazione del terreno in agricoltura biologica non deve esser focalizzata esclusivamente a fornire gli elementi nutritivi necessari alla vita delle piante coltivate. Se è vero che per i vegetali è fondamentale avere a disposizione i nutrimenti, in particolare azoto, fosforo e potassio, bisogna ricordare anche l’importanza della sostanza organica. Un suolo ricco è pieno di vita microbica positiva, resta soffice, ossigenato, umido e drenante.

Per questo motivo la concimazione biologica deve esser volta anche ad ammendare, non semplicemente ad arricchire di elementi. Quindi per preparare il terreno dobbiamo fornire sostanze organiche in buona quantità: compost, humus di lombrico, letame maturo sono ottime opzioni in questo senso. Un suolo ricco è pieno di vita microbica positiva, resta soffice, ossigenato, umido e drenante

Intervenire sul ph

Se il ph del suolo non è favorevole si può in una certa misura intervenire per modificarlo. Ci sono interventi consentiti in agricoltura biologica per andare a variare il valore di ph, apportando sostanze naturali acide o basiche in relazione alle proprie necessità.

Se il terreno è basico si può acidificare aggiungendo torba bionda o solfato di ferro.

Se il suolo è acido bisogna intervenire alzando il contenuto di calcio. Tra le sostanze alcaline di origine naturale si può scegliere l’ossido di calcio.

Gli interventi sul ph vanno fatti con cautela, mirando a spostare di mezzo punto per volta il valore e tenendo monitorato i risultati ottenuti.

Microrganismi effettivi e micorrize

Per migliorare la fertilità del suolo in agricoltura biologica oltre alle normali concimazioni organiche o minerali ci sono altri metodi. Ogni terreno ha una grande varietà di microrganismi importantissimi per lo sviluppo delle piante, veri e propri aiutanti delle attività dell’apparato radicale. Possiamo rivitalizzare un suolo apportando alcuni tra i microrganismi più utili alle piante: si tratta dei cosidetti EM: microrganismi efficaci o effettivi. Le micorrize sono invece spore funginee che vivono in simbiosi con le radici degli alberi e sono molto utili nell’aiutare l’assimilazione dei nutrimenti e tener lontani altri funghi meno benevoli. Anche le micorrize possono essere apportate tramite prodotti specifici, completamente naturali e quindi coerenti con la coltivazione biologica.

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