Nella gestione di un frutteto biologico conviene lasciare che il suolo si copra di erbe spontanee, che colonizzino tutto intorno alle piante fruttifere.

Questo inerbimento apporta molteplici vantaggi, primo tra tutti la maggior biodiversità, sia per le specie vegetali che formano il prato che per gli insetti utili che vi possono trovare riparo.

Per questo nella gran parte dei frutteti e delle vigne il terreno viene lasciato a prato e gestito semplicemente sfalciando l’erba periodicamente e lasciando i residui sul posto.

Vantaggi dell’inerbimento

Risulta molto conveniente che il suolo del frutteto sia ricoperto da erba spontanea permanente, l’inerbimento offre svariati vantaggi rispetto a un suolo nudo.

  • Aumento della biodiversità. Le erbe spontanee al suolo aumentano la biodiversità vegetale, introducendo essenze e fiorellini e arricchendo l’ambiente, inoltre creano un habitat più accogliente per insetti utili che possono ripararsi nel prato.
  • Aumento di sostanza organica. Il terreno a prato mantiene la sostanza organica e la arricchisce, grazie agli sfalci che vengono lasciati al suolo.
  • Arricchimento del suolo. La presenza di diverse erbe può apportare elementi utili, primo tra tutti l’azoto se vi sono leguminose nel prato, inoltre permette un aumento di microrganismi che aiutano l’assorbimento di altri microelementi, diminuendo i rischi di carenze per le piante da frutto.
  • Consolidamento del suolo. Il pane di radici del prato aiuta il terreno a consolidarsi, caratteristica utile in terreni in pendenza che potrebbero altrimenti esser più soggetti a piccole frane. Il consolidamento portato dal prato è utile anche per il passaggio di eventuali mezzi agricoli, che non avranno problemi anche in seguito a piogge.
  • Risparmio di lavoro nella manutenzione. Per mantenere un terreno a prato basta uno sfalcio periodico, che comporta un minor lavoro rispetto a lavorazioni.

Svantaggi della presenza di erbe spontanee

A fronte dei tanti effetti positivi appena visti gli svantaggi dell’inerbimento sono ben poca cosa: nel primo anno di vita le giovani piantine possono subire una competizione da parte delle infestanti, in particolare a livello idrico. Questo problema si può limitare pacciamando intorno alle giovani piante con una copertura di paglia o juta.

Ottenere un inerbimento

L’inerbimento del frutteto può essere ottenuto lasciando che le erbe si sviluppino spontanee, creando un prato rustico di essenze locali, oppure seminando il tappeto erboso.

Un buon manto di copertura del suolo deve essere composto di essenze di differenti tipologie, in modo da aumentare la biodiversità e diversificare predatori e nutrimenti richiesti. Le caratteristiche comuni delle piante da inerbimento è che siano specie con basse esigenze in termini di acqua e nutrimento e molta resistenza, in modo che non patiscano il calpestamento e lo sfalcio periodico.

Alternative al prato

Nella gran parte dei frutteti biologici viene attuato l’inerbimento, sia in contesti da reddito che familiari. In alternativa il suolo del frutteto deve essere lavorato periodicamente, perché resti sufficientemente sciolto e drenante. Un’altra possibilità è il sovescio, che consiste nel seminare una coltura da sfalciare e interrare allo scopo di migliorare il suolo. La pacciamatura invece, tecnica utile per il frutteto, non sostituisce il prato ma consente di limitarne la presenza nelle immediate vicinanze delle piante.

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