La maggior parte degli alberi da frutto regolano il loro ciclo colturale sulla base delle temperature: per capire che siamo in inverno la pianta deve sentire freddo. In base alle basse temperature regola il suo riposo vegetativo e si prepara alla fioritura della primavera.

Osservando la pianta che durante i mesi invernali ferma la sua attività e perde le foglie si potrebbe pensare che il gelo sia una condizione negativa per il frutteto, ma non è così. Guai se non si verificasse una stagione fredda: gli alberi resterebbero disorientati e potrebbero perdere le gemme. Nei casi peggiori si perderebbe completamente la fioritura.

Il fabbisogno di freddo è un’esigenza importante delle piante, bisogna quindi scegliere attentamente le varietà da impiantare nel proprio frutteto, perché siano coerenti con il clima della zona in cui si trovano.

Un fabbisogno di freddo misurabile

Per capire quanto freddo è necessario a un frutteto gli agronomi hanno effettuato delle precise misurazioni, usando le “ore di freddo” come unità di misura.

Si considera un’ora di freddo quando la pianta trascorre un’ora a temperature tra lo zero e i 14 gradi, dove l’ideale è 7 gradi centigradi. Grazie a questo valore convenzionale possiamo osservare quante ore di freddo necessita ogni albero, rendendo in questo modo misurabile il fabbisogno di freddo.

Perché la pianta sia in grado di regolarsi correttamente il freddo deve verificarsi tra ottobre e inizio marzo. In questo modo l’albero può capire che è il momento di germogliare.

Cosa succede se manca il freddo

La mancanza del giusto numero di ore di freddo disorienta la pianta, che senza la copertura del suo fabbisogno non capisce l’arrivo della primavera e ritarda la ripresa vegetativa. Questo ritarda l’apertura delle gemme, fino alla loro caduta. Ne deriva una fioritura scarsa e spesso anomala. Le conseguenze sul raccolto possono essere devastanti: pochi frutti, a volte piccoli e deformi. Per questo è importante scegliere gli alberi adatti al proprio clima.

Quanto freddo serve ad ogni pianta

La maggior parte delle piante da frutto che si coltivano in Italia hanno un determinato fabbisogno di freddo, con l’eccezione degli agrumi che sono piante adatte a climi caldi e temono invece temperature troppo basse.

Il fabbisogno di freddo degli alberi varia di frutto in frutto, e persino tra una varietà e l’altra. Per questo al momento di impiantare il frutteto sarebbe il caso di farsi un’idea di quali sono le varietà adatte al clima locale, in modo che ogni albero trovi le ore di freddo che ha bisogno per fruttificare al meglio.

Ecco quanto freddo serve alle diverse piante da frutto.

  • Melo e cotogno hanno bisogno di 1000/1200 ore di freddo circa. Sono piante con un bisogno di freddo abbastanza elevato, inadatte a zone con climi miti e inverni caldi. In base alla varietà il valore può variare leggermente, sono stati selezionati meli con meno esigenza di freddo che possono essere coltivati al sud, ne sono un esempio le varietà Annurca e Limoncella.
  • Pero e nashi: 800/1000 ore di freddo. Tra le pomacee sono più adattabili rispetto al melo.
  • Ciliegio: 800 ore circa. La più settentrionale delle piante drupacee.
  • Pesco: 600/800 ore, variabili in relazione alle diverse varietà.
  • Albicocco e susino: 500/800 ore.
  • Mandorlo, pistacchio, noce, nocciolo, castagno: 200/600 ore.
  • Vigna: circa 200 ore.
  • Ulivo: tra le 100 e le 250 ore.
  • Kaki, fico e melograno hanno un basso fabbisogno di freddo, circa 100 ore possono bastare. Si adattano comunque senza troppi problemi a inverni più freddi.
  • Agrumi. Gli agrumi non hanno necessità alcuna di freddo, infatti li troviamo coltivati solo nell’Italia meridionale.
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