L’allevamento a palmetta delle piante da frutto è diffuso soprattutto nei frutteti da reddito, mentre nei giardini e nei piccoli contesti familiari si preferisce le forme in volume (come vaso o piramide). Ci sono però varianti a spalliera che si prestano all’ornamentale in giardini ricercati.

La prima caratteristica delle piante tenute a palmetta è proprio la forma piatta, che prevede filari con sostegni, di solito fili metallici, su cui si fissano le branche orizzontali o inclinate.

Il vantaggio che si ottiene con questa forma di allevamento a spalliera è una grande comodità nelle operazioni colturali (ad esempio la potatura e il diradamento dei frutti) e nella raccolta, anche se avendo uno sviluppo verticale si rendono necessari mezzi di raccolta rialzati o scale.

Caratteristiche dell’allevamento a palmetta

Le piante a palmetta sono realizzate con un fusto centrale da cui partono le branche principali. Queste branche vengono fatte crescere in lunghezza lungo dei fili metallici che definiscono il filare. La forma dell’albero risulta quindi completamente appiattita. I rami produttivi dell’albero partono dalle branche o dalle branchette secondarie. Si può decidere di realizzare l’albero con le branche completamente orizzontali oppure inclinati, in ogni caso la forma della spalliera non si sviluppa mai in profondità.

I sostegni sono essenziali per questo tipo di allevamento del frutteto: bisogna quindi piantare pali per tutta la lunghezza del filare e tirare dei cavi d’acciaio che facciano da supporto alle branche dell’albero.

Le piante da frutto a palmetta sono bene illuminate ed arieggiate ed è semplice tenerle ordinate con potature regolari. Consentono quindi una buona produzione in termini qualitativi e una comodità nel raccolto dovuta alla spalliera piatta.

Quali piante da frutto si potano a palmetta

Praticamente tutte le piante da frutto possono essere allevate a spalliera con buoni risultati. La palmetta è in uso nel meleto, ma anche per pero, pesco, albicocco, susino e ciliegio.

Impiantare un frutteto a spalliera: supporti

Per allevare piante da frutto a spalliera bisogna predisporre adeguati supporti. Occorre quindi piantare lungo tutto il filare dei pali. Tali pali devono stare 3/4 metri fuori terra, particolare attenzione deve essere posta nella posa dei pali di testa, su cui graverà la tensione dei cavi. Si possono scegliere pali in legno o in cemento, nel primo caso meglio trattarli o bruciarli per prevenire la formazione di muffe o il marciume. Dopo aver palificato il filare si tirano i cavi metallici da un capo all’altro, si mettono a diverse altezze, in genere a partire dai 60 cm da terra, tirando un cavo ogni 40/80 cm.

Varianti della palmetta

Il frutteto a spalliera si può organizzare in diversi modi. Nella frutticoltura moderna si predilige allevamenti più irregolari, in modo che occorra meno lavoro e meno tempo per indirizzare la pianta, anticipando così la sua entrata in produzione.

Palmetta libera o palmetta irregolare a branche oblique. Si tengono le branche più vicine, selezionandole meno in fase di potatura di allevamento. In questo modo si riducono i tempi di formazione dello scheletro della pianta, che risulta più fitta e meno ordinata rispetto alla palmetta regolare classica. Questo tipo di allevamento segue abbastanza lo sviluppo naturale dell’albero, anche se ovviamente lo costringe nelle due dimensioni.

Palmetta regolare a branche oblique. Rispetto alla palmetta libera si cerca di tenere intervalli regolari tra le branche e un inclinazione obbligata di circa 45 gradi.

Palmetta a branche orizzontali. Questa forma vede partire dall’asse centrale le branche a distanze regolari e obbligate a una direzione completamente orizzontale, che segue i fili metallici tirati a supporto. Oggi è in disuso perché laboriosa come potatura di allevamento.

Forme obbligate e ornamentali. Sono metodi di allevamento non più in uso, se non in contesti ornamentali, in cui la pianta viene costretta con uno scheletro dalla forma peculiare. Ne sono esempio la palmetta a U (e le sue varianti a Y e a V), la doppia U, il candelabro e il ventaglio. I nomi fanno già capire la forma che assume la pianta.

Potatura di formazione a palmetta

Le piante da allevare a spalliera si mettono in genere a dimora durante l’inverno, si dispongono lungo il filare palificato a due metri l’una dall’altra.

Palmetta a branche orizzontali

Primo anno. Per la spalliera a branche orizzontali l’astone della pianta si taglia all’altezza del filo metallico più basso, appena sopra a una gemma. Questa cimatura produrrà getti vigorosi, quello centrale andrà fissato perché si sviluppi verticalmente come fusto, i laterali saranno poi le branche, una volta sviluppate si legano per indirizzarle in orizzontale lungo il filo. Vanno eliminati eventuali altri rami che nascano dal fusto centrale.

Secondo anno. Nel secondo anno si pota allo stesso modo del primo, solo spostandoci più in alto, in corrispondenza del secondo filo. I getti che ne risultano daranno vita al secondo palco di branche, sempre da legare orizzontali. Tutti i rami che nascono dal fusto centrale e dalle branche laterali si tagliano a tre foglie.

Dal terzo anno. Si continua a potare come già visto per ottenere un nuovo palco, fino a raggiungere l’altezza programmata.

Palmetta a branche inclinate

Primo anno. Se si sceglie la palmetta inclinata si taglia l’astone più in basso rispetto a quella orizzontale, a circa 40 cm da terra. Anche in questo caso si lasciano sviluppare le due branche e il fusto verticale, le branche però vanno inclinate a 40/45 gradi.

Secondo anno. Nel secondo anno si  può scegliere se tagliare il fusto centrale, impostando una struttura basata sulle due branche più basse, oppure se tenerlo e procedere come il primo anno, ottenendo un nuovo palco.

Dal terzo anno in poi. Anche in questa potatura di allevamento si prosegue con un palco all’anno, se invece si punta sulle branche basse ci si dedica allo sviluppo di queste.

10 commenti
  1. Mauro
    Mauro dice:

    Vorrei coltivare un melo a spalliera ma non sono esperto e non ho capito come funziona la potatura descritta nella fase del 2 anno “Tutti i rami che nascono dal fusto centrale e dalle branche laterali si tagliano a tre foglie”. Cosa signidica esattamente taglio a tre foglie?
    grazie

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  2. antonio
    antonio dice:

    buongiorno
    hai notizie di questo tipo di impianto su melograno?
    è possibile farlo anche su questo tipo di pianta ?
    appiattendo gli alberi con questo sistema, le file possono essere più strette ?
    la resa secondo te è uguale oppure diminuisce ?
    grazie
    antonio

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    • Matteo Cereda
      Matteo Cereda dice:

      Ciao Antonio, non ho mai sperimentato la palmetta per il melograno e non ne ho neppure sentito parlare, a mio parere non è il tipo di pianta adatta ad esser gestita in questo modo, per come ricaccia viene meglio ad alberello o cespuglio. Se però tu hai esperienza diversa sono curioso, raccontaci qui se proverai.

      Rispondi
    • Matteo Cereda
      Matteo Cereda dice:

      Ciao Antonio, non ho notizia di melograni gestiti a spalletta, a mio parere non è un tipo di impianto indicato per questa pianta, che ha grande attività pollonifera e resta meglio ad alberello oppure a cespuglio. Per stringere le file proverei ad appiattire un poco i cespugli, ma eviterei una forma bidimensionale. Se però tu provi o ascolti di qualcuno che ha testato questo impianto raccontaci, le mie sono solo teorie.

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  3. Giovanna Reggio
    Giovanna Reggio dice:

    Dovendo piantare lungo una recinzione quale distanza ottimale per crescita e coltivazione devo calcolare dalla recinzione?
    Grazie per consiglio

    Rispondi
    • Matteo Cereda
      Matteo Cereda dice:

      Buongiorno Giovanna, non c’è una regola fissa: dipende da quanto è comunque esposta la pianta e se la recinzione lascia passare la luce, in secondo luogo dipende dal portinnesto e quindi dalla vigoria della pianta (su questo consiglio di chiedere al vivaio che conosce certamente le caratteristiche).

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  4. GIUSEPPE PORQUEDDU
    GIUSEPPE PORQUEDDU dice:

    Il vs intervento in materia e interessante,essendo un apassionato di coltivazione
    piante da frutto,e molto curioso.il vs programma mi piace

    Rispondi

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