La coltivazione biologica non ha disponibilità di prodotti fungicidi sistemici che possono curare le malattie delle piante, si fonda piuttosto sulla prevenzione.

Per evitare di trovarsi attacchi funginei nel frutteto si deve creare un ambiente sano, che non sia d’aiuto allo sviluppo di marciumi. Una delle più importanti caratteristiche del terreno agricolo in cui coltivare frutta è la capacità di drenaggio dell’acqua piovana.

Dove la conformazione dell’appezzamento e la tipologia di terra non aiuta è utilissimo realizzare dei fossati che possano raccogliere e portar via gli eccessi idrici.

acqua che stagna

Perché evitare i ristagni

Il terreno del frutteto è un elemento fondamentale per evitare problematiche agli alberi: infatti le malattie funginee si sviluppano quando c’è troppa umidità e il ristagno idrico è una delle principali cause di muffe e marciumi.

Per prevenire problemi di funghi la terra coltivata deve offrire un buon drenaggio, garantendo che l’acqua delle precipitazioni non si fermi ai piedi degli alberi.

In molte situazioni l’acqua scorre via naturalmente: è il caso di terreni sciolti e sabbiosi oppure dei frutteti in pendenza o di quelli coltivati a balze. Se però il nostro frutteto ha un suolo argilloso che tende a compattarsi, o una posizione che invita l’acqua a stagnare, bisogna prendere provvedimenti, una soluzione può essere quella di scavare dei canali.

Realizzare canali di scolo

I canali di scolo dell’acqua possono rivelarsi molto utili in un frutteto, per realizzarli bisogna conoscere il terreno. E’ molto utile osservarlo durante e dopo una pioggia persistente, vedere dove l’acqua tende a restare e quali sono le naturali pendenze che indirizzano i flussi.

Da queste osservazioni si passa a scavare i canali di scolo, spesso bastano anche di piccola dimensione, da 40/50 centimetri di larghezza e profondità. In particolare se ci sono discese adiacenti all’appezzamento, da cui può provenire un ampio afflusso d’acqua, è fondamentale arginare scavando un fossato.

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