L’albero di melograno (punica granatum) è una pianta di dimensione medio piccola, generalmente raggiunge l’altezza di due o tre metri. Si tratta di una bella pianta, adatta anche ad adornare giardini, che non richiede moltissime cure e produce un frutto squisito ma anche benefico.

La pianta di melograno o pomo granato è diffusa molto anche in medio oriente e Africa, si tratta di un frutto molto presente nell’alimentazione palestinese e in Turchia. Lo si incontra anche con portamento cespuglioso, non solo in forma di alberello.

Coltivazione del melograno: articoli

rametto di melograno

Moltiplicare il melograno per talea

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La potatura del melograno è un'operazione da fare almeno una volta all'anno per tenere ordinata e produttiva la pianta. Ecco il periodo giusto e i criteri per farlo al meglio.
rami del melograno

Come e quando potare il melograno

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La potatura del melograno è un'operazione da fare almeno una volta all'anno per tenere ordinata e produttiva la pianta. Ecco il periodo giusto e i criteri per farlo al meglio.
frutto di melograno raccolto

Come e quando si raccoglie il melograno

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Come raccogliere il melograno: il periodo giusto, come riconoscere il frutto maturo e come conservare poi i melograni perché durino a lungo. Proviamo a dare qualche consiglio utile.

Il melograno: dove, come e quando piantarlo

Non è difficile mettere una piantina di melograno in giardino, si tratta di una coltura adattabile e senza troppe pretese. Chi volesse poi fare un frutteto professionale investendo sul melograno può trovare interessanti sbocchi di mercato nella vendita del prezioso succo ricavato da questo benefico frutto.

Esigenze pedoclimatiche

La pianta di melograno ha origine in climi più caldi di quello italiano, per questo il frutto si trova benissimo in Sicilia, dove è molto coltivato. Ama quindi temperature piuttosto alte, si trova bene a 25 gradi e ne chiede 30 per fruttificare al meglio. Tuttavia non teme le gelate e può resistere anche a inverni che vanno sotto lo zero, per questo motivo è diffuso oggi in tutta Italia. Non ama gli eccessi d’acqua: in particolare le molte piogge nel periodo della fruttificazione portano alla spaccatura del frutto. Beneficia di posizioni soleggiate.

Come terreno ama terreni neutri, adattandosi anche a substrati pesanti e argillosi, purché non vi siano ristagni di acqua.

Riproduzione della pianta

Il melograno è una pianta arbustiva, non è difficile propagarla per talea, ma anche più semplicemente interrando uno dei polloni che il cespuglio ricaccia alla sua base.

Mettere l’alberello a dimora

Per piantare un alberello di melograno si procede scavando la classica buca da mezzo metro di diametro e profondità, in cui si metterà la piantina da trapiantare. Il terriccio di risulta servirà per riempire la buca, arricchito negli ultimi 15 centimetri di un po’ di concime. Il periodo giusto per mettere a dimora è l’inizio della primavera, dove non fa troppo freddo si può fare anche in autunno, tra ottobre e novembre.

Problemi del melograno

Il melograno non è particolarmente soggetto a malattie o ad attacchi di insetti. Il più frequente tra i problemi di questa pianta è la spaccatura del frutto, non si tratta però di una malattia ma di una fisiopatia, dovuta solitamente ad eccessi di acqua che provocano crepe sull’esterno del frutto.

Le malattie

Tra le malattie il melograno può essere soggetto a problemi funginei, che si prevengono con un buon drenaggio del terreno e irrigazioni controllate. Le malattie più frequenti sono Alternaria, muffa grigia e cercosporiosi.

Andiamo a esaminare le patologie che possono riguardare il pomo granato.

malattia funginea botrite
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La muffa grigia o botrite

Malattia funginea molto antipatica perchè è in grado di colpire molte piante sia dell'orto che del frutteto. Si può prevenire con semplici accortezze.

Gli insetti

Il peggior parassita del melograno è una piralide, lepidottero il cui bruco attacca frutti e germogli. Si possono però riscontrare anche attacchi di afidi, cocciniglie, ragnetto rosso, cimici e aleurotidi.

Vediamo man mano i principali nemici di questa pianta.

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Tignola del melograno o piralide

La tignola del melograno (detta anche piralide) è un lepidottero che in fase larvale buca la buccia del frutto andando a rosicchiare il seme. Vediamo come difendere gli alberi di melograno con metodi naturali.

Coltivazione del melograno

L’albero di melograno necessita poche cure, non soffre molto la siccità e si adatta al terreno che trova. Essendo naturalmente esuberante nella produzione di polloni e ramificazioni è importante una potatura regolare che possa disciplinare la chioma e indirizzare le energie della pianta sui frutti.

Fabbisogno nutritivo

Il melograno non ha particolari richieste in termini di concimazione, richiede un apporto bilanciato degli elementi principali: azoto, potassio e fosforo. Per questo può andar benissimo utilizzare letame maturo con cadenza annuale, da zappettare nel terreno.

Fabbisogno idrico

Il melograno formato è un albero che resiste discretamente alla siccità, anche se moderate irrigazioni di soccorso possono essere di aiuto in periodi molto caldi e asciutti. Quando la piantina è giovane invece necessita irrigazione costante.

Quando si irriga bisogna fare attenzione che un eccesso di umidità o acqua stagnante può avere conseguenze peggiori della scarsità d’acqua. Si deve bagnare sempre il piede della pianta, con acqua temperatura ambiente, la mattina presto oppure nelle ore serali.

La potatura

Potare è importante in primo luogo per impostare la forma dell’arbusto, che si può tenere sia a cespuglio che ad albero. Il melograno è una coltura vivace, che ricaccia molto, per questo motivo è utile tener pulita e ordinata la chioma con tagli periodici, oltre a eliminare i polloni. Per maggiori dettagli consiglio di leggere la potatura del melograno, articolo di approfondimento su questa tematica.

Il momento di raccogliere

Il melograno si coglie tra settembre e dicembre, valutando il colore della buccia. Si può approfondire il tema leggendo il post dedicato alla raccolta del melograno. Dopo il raccolto si tengono i frutti in luogo asciutto e fresco per conservarli anche un mese.