Il melo è una delle piante da frutto più classiche, si trova spesso nei giardini e nei frutteti familiari ed è una coltura diffusa in tutto il mondo. Si tratta di un albero molto resistente, che si adatta a diversi climi e a praticamente tutti i tipi di terreno.

Il frutto è ottimo e benefico, come ci ricorda il tradizionale detto: “una mela al giorno toglie il medico di torno”. Le mele si conservano a lungo dopo la raccolta, con un buon meleto si può avere frutta fresca quasi tutto l’anno.

Scientificamente quest’albero si chiama malus domestica e fa parte della famiglia delle piante rosacee, gli agronomi lo raggruppano con pero e nespolo tra le le piante pomacee.. L’albero di mele può raggiungere buone dimensioni, arrivando a superare i 10 metri di altezza. La forma e le dimensioni dipendono dal portinnesto utilizzato e dal tipo di allevamento scelto dal coltivatore. Le foglie del melo sono ovali e un po’ seghettate, i fiori bianchi colorano il giardino ad aprile o maggio.

Coltivazione del melo: approfondimenti

meleto ramo fruttifero

Potare il melo

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La potatura del melo è importante, sia per tenere dimensionata e ordinata la pianta che per garantire mele di buona pezzatura e qualità, vediamo quindi come effettuare i tagli.
forca per fare la buca

Mettere a dimora il melo: come e quando

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Come e quando piantare l'albero di mele: consigli utili per chi vuole mettere a dimora un melo in giardino o nel frutteto. Dalla scelta del posto allo scavo della buca, tutte le informazioni necessarie.
cogli la prima mela

La raccolta delle mele

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Come e quando si raccolgono le mele: alcuni consigli utili per prendere le mele e conservarle a lungo.
diradare le meline

Diradare le mele: togliere le meline

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Il melo ad anni alterni produce troppo: è importante intervenire selezionando i frutticini e togliendo le meline più piccole, per ottenere un miglior raccolto. Grazie a questo diradamento manuale si otterranno mele di maggior pezzatura e qualità.
meleto m9 innestato

Portinnesti del melo: quali sono

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Il portinnesto determina molto di una pianta di melo, per cui è importante sceglierlo con cura: ecco i portinnesti per il meleto e come sceglierli.

Varietà di mele

Esistono numerosissime varietà di mele, che differiscono tra loro per varie caratteristiche, tra cui spiccano il colore della buccia (gialla, verde, rossa, rosata) e il periodo di raccolta (estiva, autunnale, vernina). Non elenco qui le tante possibili tipologie di mela, rimandando a un approfondimento dedicato in futuro. Il consiglio a chi volesse impiantare un meleto o semplicemente qualche melo in giardino è di mettere almeno due varietà che possano impollinarsi reciprocamente e di scegliere mele locali, privilegiando varietà antiche, che ben si sposeranno con il clima della propria zona.

Piantare il melo

Esigenze di clima

Il melo è un albero vigoroso e adattabile, può essere coltivato praticamente in tutta Italia, non ama temperature eccessivamente alte e si trova a suo agio in zone collinari o montane. La scelta del portinnesto e della varietà può determinare cicli colturali e adattamenti climatici differenti, ma in genere è una coltura molto versatile. L’albero delle mele sopporta molto bene il freddo, persino venti gradi sottozero, anche se  gelate tardive inaspettate possono danneggiare il raccolto andando a colpire la fioritura. Il meleto richiede una buona esposizione al sole e un appezzamento non troppo ventoso.

Esigenze di terreno

La terra del meleto dovrebbe essere ricca di sostanza organica e senza ristagni idrici. Un suolo sciolto e non troppo calcareo è un buon inizio per piantare quest’albero, con regolari concimazioni ci si assicurerà poi di mantenere il nutrimento utile alla pianta.

Scelta del portinnesto

Il portinnesto del melo determina l’adattabilità dell’albero al terreno e la sua vigoria, è molto importante selezionare quello più indicato al tipo di coltivazione e al clima della zona in cui verrà tenuta la pianta. Chi vuole mettere in giardino un albero di buone dimensioni può scegliere un portinnesto franco, mentre nei frutteti professionali in genere si opta per il melo m9, piccolo ma produttivo. A chi sta scegliendo consiglio di approfondire leggendo quali sono i portinnesti del melo, nell’articolo sono elencati i principali basamenti utilizzati per allevare questa pianta.

Messa a dimora

Per piantare un albero di mele il periodo corretto è l’autunno inoltrato, l’inverno o l’inizio della primavera. Bisogna evitare di fare l’operazione quando il terreno è gelato. Si procede scavando una buca profonda almeno mezzo metro e dal diametro di almeno 60 o 70 centimetri. Nel buco si pianterà la piantina, ricoprendo della terra privata da sassi e radici, arricchita con compost, letame o humus di lombrico. L’operazione di impianto dell’astone del melo si approfondisce leggendo l’articolo sulla messa a dimora dell’albero di mele, che spiega come fare ogni passaggio correttamente.

Il sesto di impianto nel meleto varia molto a seconda della forma di allevamento che si sceglie e dalla dimensione degli alberi. In genere l’albero chiede 3-4 metri di distanza di rispetto da altre piante, siepi o edifici. Nel meleto sono possibili forme di allevamento per filare con distanze più serrate tra una pianta e l’altra.

Attenzione all’impollinazione: una pianta di melo non può autoimpollinarsi, per questo motivo bisogna avere almeno due varietà che fioriscano nello stesso periodo, in modo che le api possano fare il loro lavoro e le piante riescano così ad arrivare a frutto.

Forma e potatura del melo

Forma di allevamento

Il melo in giardino viene in genere tenuto nella classica forma a vaso, mentre nel frutteto professionale spesso si propende per forme appiattite, facendo crescere la pianta a palmetta oppure a spalliera. In questo modo si agevola la raccolta e si possono diporre filari di piante. Molto diffuso è anche il melo tenuto a fusetto, in cui la pianta si sviluppa verticalmente sul fusto senza troppe diramazioni principali.

Potare il melo

La prima potatura da fare a un albero da frutto è quella di formazione, che determina la forma di allevamento, ovviamente a seconda della forma desiderata bisogna calibrare l’intervento. Oltre al taglio di formazione si taglia regolarmente ogni anno per migliorare la produzione e tenere ordinati e dimensionati i rami. La potatura di rinnovo consiste nell’eliminare rami vecchi e riordinare la chioma, si effettua tra l’autunno e l’inverno. Nello stesso periodo, da novembre a febbraio, si può anche fare la potatura di produzione, volta a favorire i rami con molte gemme.  La potatura verde, quando si eliminano i polloni e i succhioni, invece è meglio effettuarla anche nel periodo estivo.

Avversità del meleto

Malattie del melo

Il meleto può esser soggetto a diverse malattie delle pomacee, la più temuta tra queste è la ticchiolatura, un problema fungineo che viene favorito dall’umidità. La ticchiolatura attacca frutti e foglie. Sempre tra le malattie crittogamiche il melo è soggetto a oidio (o mal bianco), cancri rameali, marciumi radicali o del colletto.

Insetti e parassiti

La carpocapsa o verme delle mele è certamente il più diffuso tra i parassiti del melo, si tratta di un lepidottero le cui larve sulla pianta possono arrivare a distruggere l’intero raccolto. Il meleto può essere attaccato anche da altri insetti: ad esempio ricamatori, antonomo, afidi e cocciniglia.

La coltivazione passo dopo passo

Irrigazione

Il melo in genere ha una buona resistenza alla siccità, anche se dipende dal portinnesto. Più il melo è nano e più ha radici superficiali, quindi chiede un’irrigazione costante. Piante più vigorose hanno un bisogno d’acqua molto sporadico, solo in momenti siccitosi. Diverso ovviamente per le piantine giovani, che devono esser bagnate spesso.

Concimazione del melo

Il melo ama terreni abbastanza ricchi di sostanza organica, per cui è buona norma concimare la pianta apportando un ammendante completo, è perfetto il letame equino o bovino maturo. L’azoto aiuta l’albero a sviluppare la sua vegetazione, ma se si esagera si va a penalizzare la fruttificazione. Un’esigenza specifica del melo, in particolare dove il suolo è acido, è la presenza di calcio. Se manca questo elemento si verifica la butteratura amara del frutto, o comunque una perdita di qualità.

Diradare i frutticini

Questa pianta tende ad alternare anni di grande produzione di pomi ad annate di scarsa resa, per regolarizzare la produzione ed aumentare la pezzatura e la qualità dei frutti si diradano i frutticini dai rami dell’albero. Si tratta di un’operazione da fare a inizio estate. Per chi volesse maggiori informazioni consiglio la lettura di come diradare le meline, utile a farsi un’idea di questo lavoro.

Raccolta e conservazione

Il giusto momento di raccolta permette di avere mele buone e con un’ottima capacità di conservarsi, possono durare per mesi. Il periodo del raccolto dipende da clima e varietà, si può leggere l’approfondimento sulla raccolta delle mele. Dopo aver colto i pomi bisogna tenerli in un luogo fresco, asciutto e areato, senza troppa sovrapposizione nelle cassette e controllando periodicamente.

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