Il nocciolo è una pianta arborea da frutto appartenente alla famiglia delle Betulacee, originaria della Mesopotamia. Si è diffusa nel corso del tempo in molte zone d’Europa, era già conosciuta ai Greci e ai Romani che la coltivavano nei loro orti in quanto la ritenevano una pianta “magica”. È comune trovarla anche al Nord Europa, come in Danimarca, Svezia e Inghilterra. Ad oggi è molto frequente soprattutto nell’area mediterranea e nei Balcani.

Questa specie resiste molto bene anche a climi tendenzialmente freddi, infatti è considerata una pianta molto adattabile alla gran parte degli habitat presenti sul nostro pianeta. Questa sua caratteristica la rende molto resistente anche dal punto di vista sanitario.

Fortunatamente quindi gli insetti nocivi al nocciolo non sono molti, ma di certo meritano una particolare considerazione per la corretta coltivazione di questa pianta.

In agricoltura biologica conoscere le possibili minacce e saperle identificare per tempo è molto importante. Vediamo insieme quindi, quali sono i parassiti dannosi alla coltivazione di nocciole e come ci si può difendere da essi con rimedi naturali.

Cimice del nocciolo

Gonocerus acuteangulatus

Come già si può comprendere dal nome, si tratta di una cimice che attacca in particolar modo la pianta di nocciolo. Il suo corpo, praticamente identico a quello di altre cimici, è lungo circa 1 cm ed è di colore brunastro. Il danno provocato da questa cimice è di due tipi:

  • Danno al frutto in formazione. Avviene sulle nocciole tra maggio e giugno, quando queste sono ancora piccole; la cimice si ciba dell’interno di esse causando un aborto del frutto che verrà colto totalmente vuoto.
  • Danno alle nocciole pronte. Avviene quando la nocciola è già sviluppata; la cimice punge il frutto che così diverrà secco e amarognolo, cambiando anche di colore.

Inoltre le punture di cimici provocano anche danni indiretti che si rivelano spesso gravi, perché possono trasmettere alla pianta funghi parassiti o virosi.

La lotta contro la cimice del nocciolo consiste soprattutto in una semplice pratica agronomica preventiva: a fine ottobre o novembre si taglia l’erba sotto chioma e la si lascia a terra, insieme ad eventuali sterpaglie. A fine inverno, intorno al mese di febbraio, si brucia il tutto con il fuoco. In caso di forti infestazioni si può intervenire con olio di neem.

Balanino delle nocciole

Curculio nucum

Il balanino è uno degli insetti nocivi al nocciolo più pericolosi per questa pianta. Si tratta di un coleottero lungo circa 1 cm, dal colore castano. Il corpo è ricoperto da un’intensa peluria giallo-grigia. Lo stadio giovanile di larva ha invece la testa bruna e il corpo totalmente bianco.

Il danno del balanino è provocato soprattutto dalle forme adulte, che si nutrono delle foglie e creano dei fori sulle nocciole per inserirvi le uova. I frutti colpiti ammuffiscono e cadono precocemente. Le larve che nasceranno dalle uova, presenti all’interno delle nocciole cadute divoreranno l’intero frutto. Il danno può creare perdite davvero onerose per un noccioleto coltivato a livello professionale, ma anche un gran fastidio nel caso di coltivazioni amatoriali.

La lotta biologica contro questo famigerato insetto nocivo consiste in opportune pratiche agronomiche finalizzate all’eliminazione delle larve. È importante prima di tutto raccogliere e distruggere le nocciole cadute precocemente a terra e distruggerle con il fuoco. Successivamente, in inverno, è bene eseguire un’aratura a bassa profondità (10-15 cm), in modo da riportare in superficie eventuali larve che si stanno riparando dal freddo invernale. Così facendo, le temperature molto rigide provocheranno la loro morte o quanto meno andranno a indebolirle fino a renderle più vulnerabili ai predatori naturali.

Nel caso si coltivi solo qualche pianta di nocciolo a livello amatoriale si può intervenire, invece che con un’aratura, con una semplice zappatura ricordando comunque di sollevare bene la zolla di terra. Altri prodotti fitosanitari vengono utilizzati solo in caso di forti infestazioni, tra questi ricordiamo lo Spinosad e il Bacillus thuringiensis.

Eriofide

Phyticoptella avellanae

L’eriofide del nocciolo è un piccolissimo acaro, che danneggia la pianta colpendo le gemme. L’attacco si riconosce per le deformazioni, chiamate galle, che emergono in seguito alle punture dell’insetto.

Per contrastare in un noccioleto biologico questo parassita è importante il monitoraggio, in modo da prendere per tempo l’attacco dell’acaro. Si può decidere di trattare con macerati naturali di aglio, ortica o peperoncino, qualora l’attacco sia più consistente è bene intervenire con olio bianco oppure zolfo.

L’eriofide è uno dei peggiori parassiti del noccioleto, abbiamo scritto una guida specifica su come contrastare questo acaro.

Afidi del nocciolo

Corylobium avellanae e Myzocallis coryli

Gli afidi sono fastidiosi per molte piante del frutteto, non fa eccezione il nocciolo. Tra le varie specie quelle che principalmente rientrano tra gli insetti nocivi al noccioleto sono Corylobium avellanae e Myzocallis coryli. Non sono particolarmente dannosi, infatti raramente si interviene su di essi. Sono lunghi 2-4 mm e hanno un colore verdognolo.

Attaccano i germogli, causando leggere deformazioni e provocando una riduzione dello sviluppo vegetativo. Vivono soprattutto nella pagina inferiore della foglia e, nel caso di Myzocallis coryli, la sua produzione di melata provoca anche asfissia e ustione alle componenti vegetali su cui si posa.

Come detto, appunto, non essendo particolarmente dannosi, solitamente non si interviene contro di essi essendo il costo provocato dal danno inferiore a quello che comporterebbe una lotta al parassita. Anche perché in natura sono già presenti numerosi suoi predatori che ne limitano la presenza, come Neurotteri Crisopidi e Coleotteri Coccinellidi.

Cocciniglia del nocciolo

Eulecanium coryli

La cocciniglia del nocciolo è un insetto lungo dai 2 mm, nel caso del maschio, ai 5 mm, nel caso della femmina. Il suo corpo ha un colore bruno-fulvo ed una forma ovale.

Il danno alle piante è provocato sia dalla forma adulta che da quella giovanile. L’adulto è protetto da un follicolo costituito da cera bianca che va a provocare un’asfissia sulle parti della pianta dove sono presenti gli stomi per la respirazione. Le forme giovanili, invece, si riuniscono sulle pagine inferiori delle foglie e, oltre a togliere aria, si nutrono della loro linfa. Come se non bastasse, producono un’intensa quantità di melata che contribuisce all’asfissia e quindi allo stress generale della pianta. Il nocciolo così colpito riduce la sua attività vegetativa, compresa la fotosintesi clorofilliana, con conseguente deperimento e diminuzione della produzione di frutti.

Il metodo biologico più adatto per eliminare la cocciniglia del nocciolo è certamente la prevenzione. Questa consiste nel preservare i suoi nemici naturali, come ad esempio i Coleotteri Coccinellidi e gli Imenotteri Calcidoidei, che riescono a controllare le popolazioni di cocciniglia del nocciolo.

Nel caso di potenti infestazioni o di coltivazioni amatoriali, l’olio bianco è il mezzo migliore per eliminare questo insetto, mentre il sapone di Marsiglia rappresenta un metodo casalingo a basso costo.

Autore dell’articolo dott.Francesco Giannetti, consulente agricolo.

La difesa dagli insetti dannosi è importante per la salute delle piante di nocciola, ma è l’unica accortezza importante. Per scoprire tutti i consigli utili leggi la guida completa alla coltivazione biologica del noccioleto.

Come gestire il noccioleto biologico

Che sia una piccola coltivazione domestica, con qualche albero per il consumo familiare, oppure che sia un noccioleto da reddito, realizzato per guadagnare, è sempre bene controllare insetti e parassiti.

La coltivazione biologica tuttavia non si ferma qui, ed è un insieme di buone pratiche, che man mano approfondiremo su Frutteto Biologico.

Difesa naturale

Per evitare problemi senza usare pesticidi chimici bisogna prestare grande attenzione al monitoraggio. Risulta molto utile quindi conoscere i possibili problemi e saper intervenire appena si manifestano.

Inoltre è fondamentale promuovere la biodiversità dell’ambiente. In un contesto ricco si avrà un’ecosistema più stabile, in cui si troveranno predatori naturali e insetti utili. Insomma, un frutteto resiliente.

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