Se si sceglie di mettere a dimora un melo in giardino o addirittura di impiantare un meleto bisogna per prima cosa scegliere la tipologia di pianta adatta.

La scelta del portinnesto determina l’apparato radicale dell’albero, per cui c’è in gioco la sua resistenza al vento e alla siccità. Nel tempo sono stati selezionati diverse varietà di portinnesto, più o meno vigorose.

Se nel frutteto da reddito conviene spesso propendere per meli poco radicati ma veloci a fruttificare e produttivi, in un contesto familiare si prediligono piante longeve che necessitano poche cure, per cui benissimo quelle che hanno un apparato radicale sviluppato.

Principali portinnesti in uso

Vediamo le caratteristiche dei portinnesti del melo più diffusi, dal melo franco che si sviluppa in modo prepotente e si adatta a zone impervie al melo m9 che è il più usato nei meleti da reddito per via della sua precocità nel fare frutto.

Portinnesto franco

Si tratta di una pianta dall’apparato radicale particolarmente ramificato, che va in profondità. Per questo il portinnesto franco garantisce un’ottima resistenza alla siccità e al vento. Si tratta di piante vigorose e particolarmente resistenti alle condizioni avverse, in genere fruttificano tardi. Questo portinnesto è indicato per terreni impervi, zone aride e spazi poco fertili.

Se non sai che cosa vuol dire portinnesto franco può esserti utile leggere l’articolo dedicato.

Melo M25

Radicamento paragonabile al franco, di cui condivide molte caratteristiche. Richiede molto spazio tra una pianta e l’altra.

Portinnesto M11 o M111

Altro basamento dalle radici ben sviluppate, resistente alla sicità e poco esigente nella coltivazione. Non teme il vento anche se la pianta raggiunge una bella dimensione. In genere i frutti risultano di pezzatura medio piccola. Questo melo resiste bene agli afidi.

Portinnesto M9

Nonostante sia molto ridotto come apparato radicale M9 è il più diffuso “basamento” per il meleto, perché è decisamente produttivo e precoce. Adatto all’allevamento a spalliera il melo m9 richiede un sostegno. Il difetto è che è poco longevo e richiede che vengano forniti acqua e concime regolarmente. Per questo è adatto a frutteti curati, in meleti professionali, mentre nel contesto di giardino familiare meglio un franco.

MM106

Pianta con meno vigore, una via di mezzo tra M9 e M11. Entra in produzione precocemente dopo solo un paio d’anni o tre e produce molto. Ha una buona resistenza alle malattie che lo rende ottimo per frutteti biologici.

M26

Altro portinnesto medio come sviluppo sotterraneo, la pianta necessità di sostegno e il frutto arriva precocemente, solo due anni dopo l’impianto. Interessante perché germoglia tardi in primavera, caratteristica preziosa per sfuggire a gelate impreviste.

Dopo aver scelto il portinnesto giusto e aver comprato la piantina c’è da metterla a dimora. Ho raccolto tutti i trucchi per farlo nel migliore dei modi.

Altri articoli sul meleto

Oltre alla scelta di un buon portinnesto altri consigli utili per coltivare il meleto con metodi naturali:

Cos’è il portinnesto

La tecnica dell’innesto serve a selezionare piante che abbiano determinate caratteristiche. Il portinnesto è il basamento della pianta, determina l’apparato radicale e di conseguenza la sua capacità di adattarsi a climi avversi, il suo bisogno di acqua e concimi e tante altre caratteristiche.

Approfondimento: il portinnesto degli alberi da frutto.

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