Il melo è una pianta della famiglia delle pomacee che cresce spontaneamente in tutta Europa.

Le regioni del Nord Italia sono le maggiori produttrici di mele a livello professionale, mentre nel resto delle regioni la coltivazione è circoscritta soprattutto agli orti familiari.

In entrambi i casi è interessante conoscere quali siano le principali malattie del melo, così da non farsi cogliere impreparati in caso di necessità.

Sia che si abbia una singola pianta o un meleto intensivo, è bene saper riconoscere le malattie del melo fin dai primi sintomi e conoscere tutti i migliori metodi per curarle in regime di agricoltura biologica.

Vediamo insieme quali sono le varie problematiche a livello di patologia, insieme ai metodi di contrasto e alla prevenzione, abbiamo già parlato invece della difesa dagli insetti parassiti del melo.

Ticchiolatura del melo

La ticchiolatura è forse una delle più gravi malattie del melo. Essa è provocata da un fungo, il Venturia inaequalis.

Questa malattia colpisce soprattutto le foglie, ma in alcuni casi anche i germogli e i frutti. Il danno sulle foglie provoca una minore attività fotosintetica e quindi una delimitazione della pianta, la quale si trova costretta a ridurre la produzione di frutti per sopravvivere.

Se non viene curata in tempo, la malattia degenera e può portare l’albero alla morte.

I sintomi che permettono di riconoscere la presenza di questa patologia sono costituiti da macchie scure sulla pagina inferiore delle foglie e, in corrispondenza di esse sulla pagina superiore, delle macchie più chiare.

Sui frutti, invece, è possibile constatare delle pustole scure, tendenti al nero, molto vicine tra loro. Dopo pochi giorni, le parti vegetali colpite si seccano e il raccolto risulta compromesso fino a essere invendibile.

Dato che la ticchiolatura è favorita dalla presenza di un elevato tasso di umidità nell’aria, prima di tutto è fondamentale mantenere basso il taglio dell’erba sotto chioma. Anche una regolare potatura del melo aiuta nella prevenzione della ticchiolatura.

All’inizio della ripresa vegetativa, ossia nel periodo che va da fine gennaio ai primi di marzo, bisogna ricordarci di intervenire in prevenzione con prodotti fungicidi a base di sali di rame.

Nel caso in cui la patologia sia già in atto, allora si rende utile l’impiego del polisolfuro di calcio.

Esistono delle cultivar di melo più sensibili di altre alla ticchiolatura. È bene quindi, in fase di impianto, scegliere quelle indicate per evitare, fin dal principio, la comparsa della patologia.

Imparare a potare. La corretta potatura del melo è importantissima per prevenire le malattie.

Oidio o mal bianco

Altra tra le malattie del melo molto comuni è l’oidio, anch’essa provocata da un fungo (riconosciuto scientificamente con il nome di Oidium farinosum).

Colpisce soprattutto i germogli, ma anche le foglie, i fiori e i piccoli frutti. Le cause principali della sua comparsa sono le piogge intense seguite a caldo afoso e, quindi, un’elevata umidità relativa nell’aria.

I sintomi sono diversi a seconda dell’organo colpito. I germogli, nei quali il fungo passa l’inverno, si aprono con già presente l’infezione al loro interno e, se proseguono la loro crescita, questa sarà stentata.

Le foglie, in alcuni casi già deformate, sono ricoperte da una sottile patina biancastra e polverulenta. Sotto di esse si possono riscontrare delle macchie, tipiche di questa malattia, che se non si interviene in tempo andranno a coprire tutta la foglia provocandone la caduta. Da qui deriva il nome mal bianco.

Le varietà di melo Golden Delicious, Jonathan, Jonagold, Granny-Smith e Imperatore sono molto sensibili all’oidio. Pertanto, in zone molto umide, è sconsigliabile impiantare una di queste e scegliere invece altre cultivar più resistenti.

Per ridurre il rischio di comparsa dell’oidio bisogna effettuare delle potature durante i mesi invernali, tagliando tutti quei rami su cui sono presenti gemme infette. Un controllo, ed eventualmente un’ulteriore potatura, devono essere eseguiti nel corso della primavera.

L’erba sotto chioma deve rimanere molto bassa e quindi è necessario tagliarla regolarmente.

Esistono molti prodotti biologici contro l’oidio, reperibili facilmente presso qualsiasi consorzio agrario.

Si consigliano i prodotti a base di zolfo, per quanto riguarda la prevenzione, e, nel caso in cui l’oidio sia già presente, il bicarbonato di potassio per la cura.

Un trattamento biologico contro oidio. Il bicarbonato di potassio è un ottimo rimedio naturale contro varie malattie delle piante, tra cui l’oidio del melo.

Cancro delle pomacee

Il cancro delle pomacee è una malattia fungina che colpisce soprattutto le parti legnose del melo, sia i rametti, sia le loro ascelle. A volte è riscontrabile anche sui tronchi.

I sintomi sono evidenziati dapprima con una più o meno profonda depressione della corteccia, la quale, in pochi giorni, si secca e cade. Si creano quindi delle fessure nel legno e di conseguenza i cancri longitudinali. Questi sono riconoscibili perché di colore diverso (più chiaro e lucido) e con rughe ben distinte.

Oltre ai metodi preventivi agronomici già citati per le due malattie precedenti, quindi taglio dell’erba e potature stagionali, un ulteriore precauzione contro il cancro delle pomacee è rappresentata da trattamenti a base di poltiglia bordolese oppure ossicloruro di rame.

Tali trattamenti devono essere effettuati durante la caduta delle foglie, o meglio il primo a metà periodo e il secondo a caduta completata. Eventualmente, si può pensare ad un terzo trattamento nei primi giorni di marzo.

Marciume del colletto

Anche il marciume del colletto è una di quelle malattie del melo provocata da un fungo, il Phytophthora cactorum.

Le cause sono prettamente da ricondursi all’acqua stantia ai piedi della pianta, dovuta a piogge intense o terreni argillosi che non riescono a percolare l’acqua in eccesso in un arco di tempo idoneo.

Mentre i sintomi al colletto sono caratteristici, costituiti da marciume e colorazione bruno-rossastra dei piedi della pianta, i sintomi dell’apparato aereo possono essere diversi. Si possono verificare ingiallimenti delle foglie, germogli piccoli, muffa biancastra sui frutti, frutti stopposi e disidratati. Ognuno di questi si può verificare anche simultaneamente.

Non esistono prodotti atti a curare il marciume del colletto. Gli unici rimedi sono di tipo agronomico e consistono innanzitutto nella scelta di portainnesto del melo resistenti, in sistemazioni idraulico-agrarie finalizzate all’evacuazione dell’acqua in eccesso ed infine scorticature del colletto per favorire l’asciugatura al sole, sempre accompagnate da trattamenti disinfettanti a base di rame.

Mosaico del melo

La virosi del mosaico è una delle più temibili malattie del melo in quanto provocata da un virus che non conosce cura.

Il nome è dovuto al sintomo che si manifesta sulle foglie, ossia delle macchie mediamente piccole di colore giallo così vicine tra loro da sembrare, nell’insieme, un mosaico.

Le foglie colpite cadono, la fotosintesi clorofilliana si riduce, i nutrienti mancano, le foglie cadono. Se la pianta non muore ha comunque una crescita stentata di tutti i suoi apparati, nonché interrompe, col tempo, la produzione di frutti.

L’unico mezzo di lotta contro questo virus è la prevenzione, che passa dall’utilizzazione di innesti e portainnesti non infetti, dal controllo dei possibili vettori di virosi (ad esempio gli afidi) e dall’utilizzo di attrezzi da potatura sempre disinfettati.

Colpo di fuoco batterico

colpo fuoco melo

Da come suggerisce il nome si può capire il responsabile di questa patologia: un batterio riconosciuto scientificamente con il nome di Erwinia amylovora.

Il colpo di fuoco batterico è stato riscontrato per la prima volta in America alla fine del 1800. Successivamente si è propagato in Europa e nel 1990 anche in Italia.

Può colpire tutti gli organi della pianta:

  • I fiori perdono la loro colorazione tipica e si anneriscono.
  • I frutti imbruttiscono fino a marcire.
  • I germogli dapprima si piegano ad ombrello, poi imbruniscono anch’essi.
  • Le foglie presentano una macchia rossa triangolare che si espande successivamente su tutta la loro pagina. Dopo poco tempo si secca e cade.
  • Sul tronco ed altri organi legnosi, invece, si può notare una colorazione più intensa di colore rossastro che percorre longitudinalmente il tronco o il ramo.

La lotta contro il colpo di fuoco batterico è obbligatoria dal 1996. Le piante colpite devono essere distrutte e bruciate col fuoco.

I rimedi biologici rivolgono innanzitutto l’attenzione alle buone pratiche di coltivazione, nonché all’utilizzo di prodotti a base di Bacillus subtilis ceppo BSF4.

Autore dell’articolo dott.Francesco Giannetti, consulente agricolo.

Il melo: scopri di più

Oltre a prevenire le malattie la coltivazione del melo richiede molte altre accortezze. Ecco le guide specifiche:

Prevenire le malattie

In una coltivazione biologica di piante da frutta è fondamentale la prevenzione, in quanto molte malattie possono essere contrastate ma non curate. Per questo nel meleto è importante monitorare costantemente la salute delle piante ed effettuare tutte le buone pratiche agronomiche che la garantiscano.

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