L’albero di fico appartiene alla famiglia botanica delle Moracee ed è originario dell’Asia minore. Cresce spontaneo in terreni rocciosi ed è molto comune in Italia, dove viene anche coltivato fin dall’epoca degli antichi romani.

I suoi frutti sono dolci e succulenti, la loro natura zuccherina li rende appetibili per alcuni insetti che possono nuocere alla pianta o al raccolto.

Come in ogni coltivazione che si rispetti è bene conoscere le possibili avversità, andiamo quindi ad approfondire quali sono gli insetti parassiti del fico, con focus su come eliminarli con metodi naturali.

In agricoltura biologica è importante sia effettuare una determinata prevenzione contro gli insetti dannosi che sapere come intervenire nel caso questi si presentino sulle nostre piante.

Punteruolo nero (Scyphophorus acupunctatus)

Il punteruolo nero è un coleottero di medie dimensioni, lungo quasi 2 cm e totalmente nero. Tra tutti gli insetti parassiti del fico, lui è il più pericoloso.

Originario dell’America centrale, questo insetto è giunto nel nostro paese (forse con i traffici commerciali) intorno alla metà degli anni ‘90. La prima Regione che ne ha riscontrato la presenza fu la Lombardia, dove il punteruolo nero distrusse moltissime piante ornamentali, tra cui in particolare palme.

Danni alla pianta

Il danno viene provocato soprattutto dalle larve, le quali distruggono il legno dall’interno. Quando il danno si estende non è difficile vedere le rosure e i buchi provocati dal punteruolo

Come se non bastasse, sia le forme larvali che quelle adulte possono essere vettori di altri patogeni, come virus e batteri, nocivi per la pianta.

Il punteruolo nero attacca prima il colletto del fico, in altri casi le radici, per poi risalire fino alla cima.

Trattamenti biologici

Ad oggi purtroppo non si conosce ancora a fondo questo coleottero ed eliminarlo risulta davvero difficile.

Sia i prodotti chimici che quelli biologici non hanno finora ottenuto buoni risultati per quanto riguarda la lotta contro questo insetto parassita del fico. L’unico modo per eliminarlo con certezza è eliminare tutta la pianta e distruggerla col fuoco.

Al momento, la presenza del punteruolo nero su tutto il territorio nazionale è seguita dai vari centri di ricerca per l’agricoltura, anche se comunque non è considerato un parassita da quarantena.

albero di fichi

Ceroplaste o Cocciniglia del fico (Ceroplastes sinensis)

Il ceroplaste viene detto anche “Cocciniglia elmetto”, a causa della sua forma particolare che ricorda l’elmo di un soldato. In Italia la troviamo soprattutto in Liguria, in Toscana, in Sardegna e in Sicilia.

Danni della cocciniglia del fico

La cocciniglia del fico si ciba delle foglie della pianta e finisce per distruggerle completamente se non si interviene in tempo.
Oltre a questo, il danno è provocato anche dall’intensa produzione di melata da parte dell’insetto. La melata, e il successivo sviluppo di fumaggine, provocano un’occlusione delle parti della pianta utili alla respirazione.

Gli organi così colpiti andranno a poco a poco a morire, debilitando la pianta soprattutto dal punto di vista fotosintetico e quindi produttivo.

Rimedi biologici

Per eliminarla, è sufficiente togliere tutti gli individui con un panno in fibra. Essi si possono nascondere sia sui rami, sia sul tronco, ma soprattutto sotto le foglie.

In caso di un’infestazione consistente, si può ricorrere spruzzando alcol, aceto o sapone di Marsiglia diluito sulle parti della pianta dove l’insetto è presente. Tali interventi devono essere eseguiti alla sera.

Cocciniglia farinosa (Planococcus citri)

Tra gli insetti parassiti del fico, la cocciniglia cotonosa, detta anche Cotonello, è la cocciniglia più comune. Non ha grandi dimensioni. Le femmine misurano poco meno di 3 mm, i maschi appena 1 mm.

Se è presente sulla pianta di fico, la si può trovare soprattutto nelle zone di contatto tra frutti e foglie. In particolare, più il fogliame è fitto e più essa si nasconde tra i suoi anfratti.

Maggiori sono l’umidità dell’aria e l’ombra, maggiore è la probabilità che si verifichino le condizioni favorevoli alla comparsa di questo insetto.

Il suo nome, farinosa, è dovuto all’intensa produzione di melata, fumaggini e fiocchi di cera, ad occhio nudo, somigliano a farina.

I danni e i metodi per eliminarla sono gli stessi della sua cugina appena descritta, la Ceroplaste o cocciniglia del fico.

Mosca della frutta (Ceratis capitata)

Non poteva mancare di certo la mosca della frutta, tra gli insetti parassiti del fico.

In effetti, questa particolare mosca, parente stretta della mosca comune, è una specie assai polifaga che troviamo su molte piante da frutto. Si nutre dei frutti di moltissimi alberi del frutteto, tra cui, appunto, i fichi.

mosca della frutta

Danni della mosca della frutta

Il danno è provocato dalle larve, nate dalle uova deposte dalla femmine all’interno dei frutti.

In condizioni ambientali particolarmente favorevoli per la sua comparsa (quali alta umidità e piogge frequenti), il danno può compromettere tutta la produzione della frutta in vista della raccolta.

Come prevenire l’insetto

È importante prima di tutto adottare una buona prevenzione.

Un metodo preventivo efficace, ad esempio, è quello di tagliare l’erba sottochioma in primavera e in estate e mantenerla alta massimo 2-3 cm.

In inverno, invece, è consigliabile eseguire una lavorazione che porti a un mescolamento del terreno circostante, profonda massimo 10 cm per colpire insetti svernanti.

Come prodotti preventivi, si può utilizzare polvere di roccia o calce mescolate in acqua per creare una patina protettiva, funzionale ad impedire l’esecuzione del foro da parte della mosca.

Le trappole alimentari, come Tap Trap e Vaso Trap, sono un’ottima forma di monitoraggio e cattura massale. Si riempiono bottiglie di ammoniaca e pesce crudo, che andranno lasciate appese ai rami del fico per intercettare le mosche.

Nel caso di attacco già avvenuto, si può utilizzare qualsiasi prodotto a base di Bacillus thuringensis o di Spinosad.

Psilla (Psylla pyri)

Questo insetto è conosciuto soprattutto come parassita del pero, purtroppo però attacca anche la pianta di fichi. Gli attacchi al fico sono meno comuni, ma non per questo la psilla deve essere sottovalutata.

Danni della psilla

Il danno che provoca è dovuto alle punture che essa esegue alle parti vegetali della pianta per nutrirsene. In realtà, però, vi è anche un danno indiretto. La sua produzione di melata provoca asfissia degli organi verdi, occludendo così gli stomi e impedendo una corretta respirazione della pianta.

Insetticidi bio utili

Per il contrasto della psilla del pero l’olio di Neem è uno dei principali prodotti a cui si fa ricorso. Specialmente in caso di presenza di melata, esso è molto utile ad uccidere ed eliminare le forme giovanili.

Altra soluzione di cui ci si può avvantaggiare è il sapone di Marsiglia oppure sapone molle di potassio ad uso agricolo, diluito al 10% in acqua, in caso di piante di fico giovani.

Nottua (Agrotis et al. spp.)

Tra i più pericolosi insetti parassiti del fico è importante anche citare le nottue. Si tratta di farfalle di grandi dimensioni, con un’apertura alare di circa 5 cm.

Danni portati al fico

Il danno è simile a quello della mosca della frutta sopra descritta: dalle uova deposte all’interno dei fiori e dei frutti nascono delle larve che si nutrono della polpa distruggendoli completamente. Il prodotto risulta invendibile e non commestibile.

Combattere le nottue

L’unica soluzione insetticida efficace in coltivazione biologica è un qualche prodotto a base di Bacillus thuringensis che contrasta le larve.

Le trappole alimentari Tap Trap possono impiegarsi invece per intercettare gli adulti: con un’esca di vino, zucchero, cannella e chiodi di garofano si riescono ad attrarre le falene e quindi a limitare l’ovodeposizione sul fico.

Autore dell’articolo dott.Francesco Giannetti, consulente agricolo.

Coltivare fichi biologici: approfondimento

La pianta di fico è molto interessante, scopriamo come si coltiva in agricoltura biologica.

  • Come e quando piantare un fico.
  • La potatura del fico.
  • Come riprodurre il fico per talea.
  • Insetticidi biologici

    Per difendere il frutteto biologico ci sono una serie di trattamenti di origine naturale che si possono impiegare: è bene conoscere quali, dal piretro all’olio di neem fino a macerati autoprodotti.

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