Il ciliegio è una pianta appartenente alla grande famiglia delle Rosacee Prunoide, proprio come il pesco, l’albicocco e il susino. È un albero molto comune negli orti e nei giardini degli italiani, spesso presente come unico esemplare.

Tra le piante da frutto è conosciuto per esser piuttosto delicato, facilmente soggetto a sofferenze e malattie, in particolare in seguito a lesioni, tanto da sopportare male potature troppo energiche.

Nella coltivazione biologica però non basta preoccuparsi di potarlo e di curare le malattie: è fondamentale anche conoscere quali sono gli insetti nocivi al ciliegio e soprattutto come eliminarli, ovviamente senza impiegare trattamenti antiparassitari nocivi ma solo rimedi consentiti in agricoltura biologica.

Afide nero del ciliegio

Myzus cerasi

afide nero del ciliegio

Afidi neri su pianta di amarene. Foto di Giuseppe Cangemi.

L’afide nero è un insetto originario proprio delle zone mediterranee e pertanto presente in tutte le principali aree coltivatrici di ciliegio. Si tratta di un piccolo insetto, lungo circa 2 mm e totalmente nero. Lo si può trovare principalmente sotto le foglie, dove si riunisce in grandi gruppi di individui tutti vicini tra loro.

Chi coltiva l’orto o piante da frutto probabilmente già conosce i danni portati dagli afidi, visto che in varie specie sono in grado di affliggere qualsiasi pianta da frutto.

Sul ciliegio il danno è provocato sia dagli afidi neri adulti che dalle forme giovanili, i quali si cibano delle foglie e dei germogli che vengono deformati o totalmente distrutti. Il ciliegio colpito dall’afide nero riduce quindi la sua attività vegetativa e di conseguenza anche la produzione di frutti.

Per eliminare questo insetto in modo biologico è possibile utilizzare l’olio di neem. È bene comunque prevenirne l’attacco con polveri di roccia, come caolino o zeolite, che formano barriera naturale. Rimedi più economici e casalinghi sono i macerati (ortica, aglio, peperoncino) e il sapone di Marsiglia sciolto in acqua.

Mosca delle ciliegie

Rhagoletis cerasi

Possiamo definire la mosca delle ciliegie come la cugina di due altre mosche molto pericolose per altre colture arboree e quindi ben conosciute in entomologia agraria: la mosca dell’olivo la e mosca della frutta. Le sue sembianze sono molto simili a queste due, come anche il tipo di attacco conferito alla pianta. La femmina, infatti, fora la ciliegia per depositare le sue uova, che si schiudono dopo qualche giorno, dando vita a delle larve. Queste larve si cibano della polpa del frutto, distruggendolo così dall’interno.

Il migliore metodo di lotta contro la mosca delle ciliegie è certamente la prevenzione. Sia a livello amatoriale che sul piano intensivo, sono di facile attuazione gli interventi volti a proteggere la pianta con polveri di roccia, come caolino, zeolite o calce inerte. Così facendo, si realizza, insieme a collanti naturali come il Silicato di Potassio, una sorta di pellicola protettiva sulle ciliegie.

Sempre in via preventiva si può monitorare e anche ridurre sensibilmente la popolazione di mosca del ciliegio grazie a un trappolaggio alimentare, con dispositivi Tap Trap. L’esca per attrarre queste mosche si realizza con ammoniaca e pesce crudo.
In caso di attacco già avvenuto, invece, l’unica soluzione efficace è il trattamento con Spinosad.

Moscerino orientale dei piccoli frutti

Drosophila suzukii

Altra mosca che ricorda per danno e caratteristiche quella del ciliegio, la drosophila è uno dei peggiori parassiti importati dall’estero negli ultimi anni. La sua presenza non è ancora comprovata su tutto il territorio italiano, questo moscerino si sta diffondendo a spese in particolare dei piccoli frutti di bosco, come i mirtilli, ma non disdegna rivolgere le sue attenzione anche ad alcuni alberi da frutto, tra cui appunto il ciliegio.

Si tratta di un moschino lungo soltanto 3 mm, col corpo marrone scuro e gli occhi rossi. Il danno è legato al fatto che depone le uova nella polpa dei frutti, di cui poi si nutriranno le larve.

Per contrastare questo insetto si impiegano le trappole alimentari, sempre tipo Tap Trap o Vaso Trap, ma di colore rosso, visto che l’insetto viene attirato da questa tinta. L’esca si prepara con vino rosso, aceto di mele e zucchero. Le trappole sono utili alla cattura massale, oppure anche al monitoraggio, quando si riscontra una presenza significativa di drospohila suzukii si può intervenire con lo spinosad.

Cocciniglia bianca

Pseudaulacaspis pentagona

La cocciniglia bianca è un insetto originario dell’Oriente, giunto nel nostro paese alla fine del 1800 a causa di trasporti commerciali non controllati. In Italia ha trovato un habitat ideale e troppo pochi nemici, per cui oggi è ritenuto uno degli insetti nocivi al ciliegio più pericolosi. Questa cocciniglia trascorre tutta la sua vita protetta da un follicolo, una sorta di guscio biancastro con al centro una sfumatura arancione. È proprio questo follicolo a rendere difficile l’eliminazione della cocciniglia, in quanto i prodotti biologici riescono difficilmente a penetrarlo.

Il danno portato dal parassita è provocato sia dalla distruzione che la cocciniglia bianca esegue per cibarsi delle parti vegetali della pianta, soprattutto le foglie, ma anche, indirettamente, dall’asfissia conseguente agli addensamenti di molti individui che coprono gli stomi tramite i quali la pianta respira.
La pianta colpita dalla cocciniglia bianca subisce un forte stress e tende a deperire progressivamente.

I migliori mezzi con cui eliminare questo insetto sono il sapone di Marsiglia diluito e l’olio bianco. È bene inoltre tagliare le foglie su cui è presente e distruggerle con il fuoco.

I trattamenti devono essere eseguiti appena la pianta ha concluso totalmente la fioritura e nel periodo successivo, fino alla completa scomparsa dell’insetto. Per riportare la pianta ad un buono stato vegetativo, è possibile utilizzare gli acidi umici.

Cimicetta del mandorlo

Monosteira unicostata

Nonostante il nome dia l’idea di un insetto che attacca solo il mandorlo, in realtà questa particolare cimice ha come vittima anche altre piante, tra cui proprio il ciliegio. Si tratta di un Rincote lungo circa 2-3 mm, di colore brunastro. La cimicetta vive in colonie sulle pagine inferiori delle foglie, di cui si ciba. È proprio l’azione trofica a provocare il danno. La pianta così colpita riduce la capacità sua fotosintetica e quindi la produzione.

Contro la cimicetta non ci sono particolari prodotti da citare, in quanto quelli utilizzati per altri insetti nocivi riescono comunque a debellare questo insetto. Possono essere quindi presi in considerazione l’olio di neem, il macerato di ortica e l’olio bianco.

Tignola della frutta

Recurvaria nanella

La tignola della frutta è un insetto nocivo per molti alberi da frutto ed è presente praticamente in tutte le zone d’Italia. Stiamo parlando di una farfalla di medie dimensioni, con un’apertura alare di circa 1 cm e dal colore grigio-nerastro e strisce trasversali bianche. Le larve, invece, sono lunghe dai 6 ai 9 mm e tendono al giallo-verde. Sono proprio loro a provocare il danno alle ciliegie in quanto attaccano le gemme ancora chiuse, divorandole dall’interno, i giovani germogli, che andranno quindi a deformare la foglia, e i piccoli frutti. Dentro questi ultimi, le larve, nate dalle uova depositate dalla femmina di tignola, scavano profonde gallerie per cibarsi della polpa.

Anche in questo caso, la prevenzione è determinante per la protezione delle nostre ciliegie. Prevenzione che deve essere realizzata allo stesso modo di quella volta ad ostacolare la mosca del ciliegio. Possiamo impiegare interventi precisi a base di polveri di zeolite, caolino o calce inerte, mescolati con collanti naturali così da creare una pellicola protettiva sulle parti vegetali oggetto di attacco. In alternativa, o anche in abbinamento, si può effettuare un efficace trappolaggio grazie alle trappole alimentari tipo Tap Trap. L’esca adatta ai lepidotteri si realizza con vino rosso dolcificato e aromatizzato con cannella e chiodi di garofano.

Se l’infestazione è già in atto, il rimedio più efficace, sia a livello amatoriale che professionale, è certamente l’utilizzo dell’insetticida naturale conosciuto con il nome di Spinosad.

Limacina

Caliroa limacina

Abbiamo già parlato della limacina quando abbiamo descritto gli insetti nocivi al susino. Purtroppo questo insetto attacca anche i ciliegi e pertanto merita di essere ricordato anche in questo articolo.

Il danno è provocato solamente dalle forme giovanili, che si presentano come larve lunghe circa 5 mm, dal colore violaceo e ricoperte da uno strato di muco. Le larve si cibano delle foglie, lasciando intatte solo le nervature. Questo crea una riduzione della superficie fotosintetica sulla pianta e quindi una riduzione della produzione di ciliegie, nonché un generale deperimento.

La lotta contro la limacina vede protagonisti, oltre al sapone di Marsiglia diluito, anche l’olio di neem e il macerato di ortica.

Autore dell’articolo dott.Francesco Giannetti, consulente agricolo.

Coltivazione bio del ciliegio

Il ciliegio è una pianta bellissima e dai frutti davvero graditi, bisogna però fare attenzione a coltivarla con le giuste accortezze, visto che può facilmente esser messa in difficoltà da potature sbagliate o malattie.

Le trappole

In agricoltura biologica il metodo delle trappole alimentari è davvero importante.

Come monitoraggio permette di usare gli insetticidi solo quando è realmente necessario, come cattura massale arrivano a sostituire il pesticida.

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